Tredici (2007)

Oggi voglio parlare di nuovo di un romanzo, Tredici, che è diventato famoso quando Netflix ci ha fatto un telefilm che è diventato cult. Infatti è stata acclamata dalla critica, che ha lodato l’interpretazione del cast e l’approccio a temi delicati come il suicidio, la violenza sessuale, l’omosessualità, le violenze domestiche e il bullismo; anche se la rappresentazione esplicita di tali temi ha generato dibattiti e controversie in numerosi paesi.

Racconta la storia del suicidio della studentessa Hannah Baker, che si è tagliata le vene qualche settimana prima dell’inizio della storia, e degli effetti che questa cosa ha sui compagni, sui genitori, su tutte le persone che la conoscevano di più o di meno. Una storia che va avanti raccontando quello che sta succedendo a coloro che sono rimasti, e indietro con le storie che lei ha registrato in 13 cassette, una per ogni persona a cui da parte della responsabilità di averla spinta nella disperazione o di non averla salvata.

Quello che ho amato di più è la trasparenza con cui, disperata e decisa a togliersi la vita, decide di raccontare tutto quello che credeva di non poter raccontare mentre era ancora una ragazza normale, con le limitazioni e i sogni infranti, con le paure e i rancori. E anche la forma in cui prende il messaggio chi lo riceve. Cadendo nella rabbia, nella tristezza, nella disperazione o cercando di fare finta di niente… perchè il sistema in cui sono immersi non permette loro di fare diversamente.

Vi ho messo il trailer del telefilm perchè ho adorato anche quello, sia la prima che la seconda stagione, ogni episodio, ogni personaggio, e il messaggio globale che trasmettono.

L’avete letto? Vi è piaciuto? Raccontatemi la vostra esperienza con il libro… vi va?

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