Toc Toc (2017)

Oggi voglio parlarvi dell’ultimo film spagnolo che ho visto su Netflix, Toc toc. Una storia adattata dal teatro in cui un gruppo di  pazienti di un famosissimo psicologo si trovano insieme in una sala d’attesa ad aspettare il dottore ritardatario. Ognuno con un disturbo simile anche se diverso, alcuni persino apparentemente incompatibili, che creano una serie di scene tra il divertente e il disperato.

I protagonisti sono un uomo con la sindrome di Tourette, una giovane germofobica, una donna dislessica con la mania di controllare tutto mille volte, un accumulatore compulsivo con una smisurata passione per i numeri e i conteggi e altri due ognuno con una ossesione sempre più “strana”. Tutti con una cosa in comune, la sensazione di stare perdendo la vita in balia delle loro compulsioni.

Siccome tutti hanno avuto appuntamento allo stesso orario per un errore informatico e il dottore non arriva per un ritardo nel suo volo da Londra, su suggerimento dell’assistente decidono di presentarsi e cercare di aiutarsi l’un l’altro.

Ho riso di cuore ogni volta (l’ho visto due volte in due giorni con persone diverse) e ho amato ogni istante e ogni personaggio, con quanto erano esagerati e allo stesso tempo mi sembravano così credibili, così familiari, così umani, così fragili, così disperati e desiderosi di curarsi…

Ma io, che organizzo gruppi di mutuo aiuto e credo fortemente nella loro utilità, quello che ho amato di più è quello che sono riusciti a fare senza lo psicologo, senza un esperto che guidassi loro, come una squadra di origine “naturale”, in cui ognuno apportava nozioni accumulate nel tempo e nei precedenti tentativi.

Lo avete visto? Vi è piaciuto? Se no, ve lo consiglio…

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Nulla al mondo è normale. Tutto ciò che esiste è un frammento del grande enigma.

Jostein GaarderJostein GaarderC'è nessuno?

 

Il Ritorno di Mary Poppins (2018)

Anche oggi, voglio parlare di immaginazione con Il Ritorno di Mary Poppins, molto particolare perchè è un musical e anche un mix di animazione e attori. Diciamo che a me piacciono tutti i generi, ma ve ne voglio parlare perchè credo che tutti abbiamo bisogno di questo tipo di messaggi… E, come cantano a metà film “non dovremmo giudicare un libro dalla copertina” nè un film dal suo genere.

di eroi e di battaglie

Oggi voglio farvi il primo aggiornamento sul progetto degli eroi, come dicevo, nel laboratorio stiamo ripercorrendo una versione adattata di quello che si chiama il viaggio dell’eroe. Un viaggio di crescita personale, fatto da riflessioni e cambiamenti interiori in risposta a sfide e cambiamenti esteriori.

corpo, mente e spirito

Ieri stavo riflettendo alla ricerca di una nuova metafora per rappresentare la nostra tripla natura, come corpo, mente e spirito, un po’ ispirata dai libri che sto leggendo e preparando ma anche dai discordi con alcune persone molto scettiche, e mi sono ricordata i disegni delle isole che avevo fatto per parlare di ponti e di tunnel.

come si perde la vita

Dicono che c’era una volta un bambino che viveva con i nonni perchè i genitori erano morti quando era molto piccolo. I nonni erano anziani ma arzilli e non gli fecero mai mancare nulla. Cresceva felice e sereno finchè un giorno venne a mancare anche la nonna.

Come Parlare Perché i Ragazzi ti Ascoltino (2005)

Dopo quello dei bambini mi sono letta anche un’altro libro di Adele Faber ed Elaine Mazlish, Come Parlare Perché i Ragazzi ti Ascoltino & Come Ascoltare Perché ti Parlino, dedicato alle problematiche con i ragazzi adolescenti, più grandi, più caparbi e più soggetti a rischi incontrollabili dalla la loro maggiore autonomia.

Unicorn Store (2017)

Qnuesta settimana, voglio parlarvi di un film molto un po’ particolare: Unicorn Store, con una simpaticissima Brie Larson sia come regista che come protagonista insieme al fantastico Samuel L. Jackson. Un film sulla fantasia, sull’unicità e sugli sforzi che facciamo tutti per sembrare “normali”.