ti voglio tanto bene

Dicono che c’era una volta una bambina molto dolce che aveva un cagnolino che adorava. L’avevano preso che era appena nato, ed era cresciuto insieme a lei e al suo fratellino piccolo. Si occupava lei di dargli da mangiare, lo portava a passeggio, e accompagnava suo papà quando doveva portarlo dal veterinario.

Un giorno, quando aveva due anni, il cagnolino scapò all’improvviso. Erano al parco, come tante altre volte, quando il cagnolino iniziò a correre dietro ad un’altro cane, e sparì. Pensarono che sarebbe tornato subito ma non fu così. La bambina piangeva disperata. Il papà la prese in braccio e le parlò con tutta la calma che potè:

– Se non torna andremo a casa e faremo dei volantini con una bella foto e li metteremo ovunque nel quartiere, vedrai che qualcuno lo troverà e ce lo riporterà. Vedrai che starà bene, anche se non è con noi.

– No, papà, lui non può stare bene se non è con noi. Nessuno può volergli bene come me. È piccolo e ha bisogno di me, di noi. Noi siamo la sua famiglia… – rispose la bambina, calmandosi ma ancora singhiozzando.

– Capisco quello che vuoi dire, amore, ma voler bene è anche lasciar liberi, sai? Se fosse andato a stare con una famiglia che ha altri cani che saranno i suoi amici e un grandissimo giardino, se non sapesse come tornare ma potesse essere felice ancora di più con loro. Tu cosa vorresti, la sua felicità o la tua? È lui la tua unica felicità

– Se dovessi scegliere? – chiese la bambina e il padre annuì – Vorrei che fosse felice, immagino – disse la bambina rassegnata.

In quel momento il cane tornò scodinzolando e leccando in faccia la bambina. Da quel giorno il loro rapportò cambiò, lei era diventata grande, non aveva smesso di amarlo o di volergli bene, ma di giudicare gli altri e se stessa. Aveva capito che la vita è quella che è che piangere per una preoccupazione non serve a nulla.

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Annusa spesso il formaggio così da sapere quando sta invecchiando

 

Psicotrappole (2013)

Questa settimana sono tornata a leggere qualcosa di Giorgio Nardone, che era da molto che non leggevo, e ho scelto Psicotrappole, che parla di come spesso ci costruiamo, la nostra mente costruisce, delle trappole in cui cadiamo sperando che comportamenti che hanno funzionato in passato debbano per forza funzionare di nuovo.

Malati di sesso (2018)

Anche questa settimana, una commedia italiana, Malati di sesso, con Francesco Apolloni, che oltre a protagonista è anche sceneggiatore e Gaia Bermani Amaral. Una commedia sentimentale sull’amore e il sesso, sulle donne e gli uomini, molto più simili di quanto normalmente ce li raccontino.

ma… tu, ti ami?

Dopo l’incontro della settimana scorsa di facciamo pace, parlando di quanto ci conosciamo siamo finiti a parlare di quanto dipendiamo gli uni dagli altri e ho avuto una delle mie piccole illuminazioni sull’amore incondizionato e sulle basi su cui si possa costruire.

amore, in che senso?

Spesso mi capita di sentire delle persone che dicono che l’amore per gli animali o “ricevuto” dagli animali è meglio di quello delle persone. Dicono che i cani siano più fedeli, che ci amino incondizionatamente e che sia meglio avere affianco un cane che un uomo…