The Experiment (2010)

Oggi voglio parlarvi di un’altro film basato su fatti reali, The experiment, un film tedesco del 2001 tratto dal romanzo Black Box di Mario Giordano, basato a sua volta sugli eventi legati ad uno degli esperimenti psicologici più famosi di tutti i tempi,  l’esperimento carcerario di Stanford, condotto nel 1971 dallo psicologo statunitense Philip Zimbardo.

Il vero esperimento psicologico, volto a indagare il comportamento umano in una società in cui gli individui sono definiti soltanto dal gruppo di appartenenza e dall’importanza delle regole, prevedeva l’assegnazione ai volontari che accettarono di parteciparvi, dei ruoli di guardie e prigionieri all’interno di un carcere simulato. Fu condotto nel 1971 da un team di ricercatori diretto dal professor Philip Zimbardo della Stanford University. Gli inattesi risultati ebbero dei risvolti così drammatici da indurre gli autori dello studio a sospendere la sperimentazione.

Come nella realtà, il film fa vedere come, anche se all’inizio tutti sono rilassati e scherzano senza prendersi troppo sul serio i relativi ruoli, man mano che i ruoli finti si mischiano con le vere debolezze, credenze e paure di ognuno… dopo poco i risultati dell’esperimento vanno molto al di là delle previsioni degli sperimentatori, dimostrandosi particolarmente drammatici, con episodi di violenza all’inizio verbale e più avanti anche fisica e psicologica, che ognuno crede di “dover” mettere in atto per mantenere il suo ruolo e di “poter” mettere in atto perchè all’interno di un esperimento “protetto”.

E, soprattutto, i psicologi, i ricercatori, che non hanno la capacità di capire quello che sta accadendo e quello che sta per accadere che giustificano il loro permettere tutto questo perchè credono di avere il controllo, anche se alla fine si scopre che non era così, quando le vere e proprie torture per mantenere uno status che non è nemmeno “reale” scappano proprio di mano anche a loro che credevano di essere “fuori”.

Lo avete visto? Vi è piaciuto? Se no, ve lo consiglio…

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Fatti il letto (2018)

Un’altro libro piccolo ma interessante è fatti il letto, scritto dall’ammiraglio William Harry Mcraven, in cui raccoglie i punti salienti del suo discorso davanti ai laureandi dell’università del Texas alla cerimonia di consegna dei diplomi. Un discorso pieno di empatia e coraggio, queste pagine hanno il contagioso potere di ispirare il lettore a dare il meglio di sé.

Mia moglie per finta (2011)

Oggi per San Valentino, voglio parlarvi di una fantastica commedia romantica all’ammericana: After Earth, con Adam Sandler , Jennifer Aniston e Nicole Kidman, che sembrano aver fatto un patto col diavolo per sembrare sempre giovanissime e perfette.

coerenza e responsabilità

La prossima settimana, all’incontro di facciamo pace, andremo avanti con il nostro progetto bestiale. Abbiamo già parlato di quello che ci manca e di quello che abbiamo, questa settimana lo guarderemo dal punto di vista delle responsabilità, di quello che dipende da noi, per ognuno dei sei aspetti…

fette di salame

Q ualche giorno fa, durante una conversazione con una collega sulla comunicazione, parlavamo delle così dette “fette di salame” che a volte abbiamo quando amiamo o apprezziamo troppo qualcuno e che interferiscono con quello che capiamo di quello che lui o lei dice.

perchè non si sforza di più?

Dicono che c’era un saggio a cui tutti andavano a chiedere consiglio. Una volta arrivò da lui una coppia sposata da molti anni che continuava a litigare e a rinfacciarsi ogni cosa. Le loro vite erano intrecciate e non facevano altro che lamentarsi l’uno dell’altro. A sentirli parlare sembrava che non facessero altro che ideare modi in cui farsi la vita impossibile.

Io ci sono (2016)

Un’altro libro di Roberto Cerè, di cui volevo parlarvi è Io ci sono. In questo libro diventa ancora più autobiografico, racconta di diverse fasi della sua vita, e di come è riuscito a superare le emozioni che lo frenavano in ogni momento, e ad evolversi come persona, per se stesso e per gli altri.