Tall Girl (2019)

Oggi voglio parlarvi di un film che mi ha consigliato mia figlia piccola, Tall Girl, con una fantastica Ava Michelle che deve imparare a convivere con il suo essere troppo alta per i suoi compagni di liceo, amici e nemici, famigliari… 

È particolare perchè normalmente tutti hanno l’idea che siano i piccoletti ad essere presi in giro, a non trovare i vestiti della propria taglia o le scarpe. E, in questo caso, la ragazza che viene presa di mira è quella più alta della scuola, perchè in fondo tutti possiamo essere bersagli per qualcosa.

A parte quello è una storia che abbiamo visto più volte ma credo valga la pena rivederla ancora, una storia sul liceo, su cosa vuol dire non essere popolare e su come “i popolari” spesso lo siano a costo di trattare male gli altri.

Una serie di dinamiche da liceo americano che possiamo vedere anche in altri ambiti. Quel bisogno di sentirsi più importanti per compensare dei dubbi e delle insicurezze personali. Quel bisogno di fare sentire inferiori gli altri per poter sentirsi superiori e quell’ossessione per le apparenze che riesce a fare diventare tutto così superficiale.

 Anche il finale potrebbe sembrare un po’ scontato, lei che riesce ad abbassare le sue aspettative e a capire quel che vale, quanto la apprezzano quelli che la apprezzano e quanto poco valore ha quel che pensino gli altri. Ma credo sia un messaggio di cui abbiamo sempre bisogno.

L’avete visto? Vi è piaciuto? Se no, ve lo consiglio…

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Vecchie convinzioni non ti portano a nuovo formaggio

 

Scusate se esisto (2014)

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Oggi voglio parlarvi di nuovo di una commedia italiana con la meravigliosa Paola Cortellesi e un bellissimo e delizioso Raoul Bova gay, Scusate se esisto!. L’ennesima dimostrazione dell’umore che serve per vivere in questo nostro paese con le sue complessità e paradossi.

questione di priorità

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Ieri, all’incontro di facciamo pace, come previsto abbiamo parlato di valori e di priorità. Abbiamo visto chein un mondo complesso come quello in cui viviamo definire le nostre priorità se non vogliamo che le definiscano le circostanze o qualcun’altro.

voglio il gelato

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Tanti anni fa, quando sono arrivata in Italia, ho fatto l’animatrice volontaria per un progetto di accoglienza di bambini bielorussi. Stavano in Italia due settimane e anche se la sera stavano con le famiglie, durante il giorno li tenevamo tutti insieme e li portavamo in piscina, a giocare, ecc.

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Dicono che c’era una volta un anziano maestro stanco dei costanti dubbi e delle lamentele di uno dei suoi discepoli. Vedeva solo il lato negativo delle cose e si rifiutava di ascoltare nulla che non fosse quello che sperava di sentire.