i linguaggi dell’amore

Dicono che c’era una volta un giovane che si era trasferito in un’altra città per studiare. Prima di Natale la sua mamma andò a trovarlo e si fermò a dormire una notte nella sua casa. Al mattino dopo lei doveva partire perciò la portò a passeggiare per il campus e a cena e poi andarono a dormire.

il negozio della verità

Dicono che c’era una volta un uomo che passeggiava distratto tra mille pensieri sul lavoro, la famiglia, gli amici, su tutti i suoi sogni, desideri e progetti quando, senza rendersene conto si trovò davanti ad un negozio la cui vetrina recitava “negozio della verità”. Si disse, che fortuna, è proprio quello di cui avevo bisogno! ed entrò.

chimica e alchimia

Dicono che c’era una volta un allievo molto curioso che chiese al suo maestro la differenza tra chimica e alchimia nella coppia? Il maestro sorrise e disse: “è molto più semplice di quanto sembra, e non funziona solo nella coppia ma in tutte le relazioni”.

la furia e la tristezza

Dicono che c’era uno stagno meraviglioso. Era una laguna di acque cristalline e pure, in cui nuotavano pesci di tutti i colori e dove tutte le tonalità del verde si riflettevano continuamente. A quello stagno magico e trasparente si avvicinarono in buona compagnia la tristezza e la furia, per fare il bagno…

le lenzuola sporche

Dicono che c’era una volta una giovane coppia di sposi novelli che andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina, mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria.

i due falchi

Dicono che c’era una volta un re che ricevette in regalo due magnifici falchi. Erano falchi pellegrini, i più begli uccelli che avesse mai visto. Diede i suoi preziosi falchi al suo capo falconiere per allenarli. Ma i mesi passarono e un giorno il capo falconiere informò il re che c’era un problema.

l’uccello a due teste

Dicono che c’era una volta un uccello a due teste e un solo corpo. Ogni testa aveva una sua personalità, un suo atteggiamento, una forma di vedere e di fare le cose, delle preferenze in qualsiasi materia o aspetto della vita. Per esempio, la testa di destra era vorace e abilissima nella ricerca del cibo, mentre quella di sinistra, altrettanto ghiotta, era piuttosto maldestra.

le due prove

Dicono che c’era una volta il grande maestro della tradizione sufi, Nasrudin, fu invitato a tenere una conferenza. Fissò la conferenza per le due del pomeriggio, era un enorme successo: i mille posti furono subito esauriti, e più di seicento persone dovettero rimanere fuori, a seguire i lavori attraverso un sistema televisivo a circuito chiuso.

il pesciolino e l’oceano

Dicono che c’era un pesciolino curioso che aveva sentito parlare dell’oceano e aveva deciso che voleva sapere com’era fatto, dov’era e come arrivarci.

i due porcospini

Dicono che c’erano, in una una notte buia e fredda, due porcospini che cercavano in tutti i modi di scaldarsi. Avvicinandosi l’uno all’altro scoprirono involontariamente che il freddo si attenuava, si faceva meno pungente. Ma nell’avvicinarsi sempre di più finirono per pungersi a vicenda.

ti voglio tanto bene

Dicono che c’era una volta una bambina molto dolce che aveva un cagnolino che adorava. L’avevano preso che era appena nato, ed era cresciuto insieme a lei e al suo fratellino piccolo. Si occupava lei di dargli da mangiare, lo portava a passeggio, e accompagnava suo papà quando doveva portarlo dal veterinario.

il fidanzato cieco

Dicono che c’era un uomo che aveva un figlio che era nato cieco. All’inizio era andato da molti dottori ma, quando gli avevano detto che i suoi occhi non avrebbero mai visto, aveva accettato la sfida e gli aveva insegnato a vedere le cose con il cuore. Ma sentiva di doverlo proteggere, in fondo, più che dalle cose, dalle persone che a volte non erano facili.

un palazzo pieno

Dicono che c’era una volta un re che stava morendo. Aveva tre figli, tutti molto saggi, anche se con caratteri molto diversi. L’uomo era preoccupato di chi scegliere come successore. Avevano più o meno la stessa età, quindi l’età non poteva essere il fattore decisivo ed erano tutti e tre belli, in salute, intelligenti. Era quasi impossibile decidere, quindi chiese aiuto a un suo anziano consigliere.

come si perde la vita

Dicono che c’era una volta un bambino che viveva con i nonni perchè i genitori erano morti quando era molto piccolo. I nonni erano anziani ma arzilli e non gli fecero mai mancare nulla. Cresceva felice e sereno finchè un giorno venne a mancare anche la nonna.

la parte più importante del corpo

Dicono che c’era una mamma che, vedendo sua figlia pensosa e triste, le chiese, secondo lei, quale fosse la parte più importante del corpo. La parte del corpo dove si potesse trovare la felicità. Sembrava volesse solo distrarla ma, siccome ne aveva bisogno, la ragazzina decise di provare a rispondere.

la fiducia persa

Dicono che c’erano una volta la fiducia, il fuoco e l’acqua che facevano una passeggiata nella foresta. Si tenevano per mano perchè la foresta era troppo fitta e diventava sempre più buia.

quel che conta davvero

Dicono che una volta c’era un uomo che morì e appena varcata la soglia dell’aldilà vide Dio che gli veniva incontro. Aveva un grandissimo sorriso e portava una valigia che l’uomo sentì c’entrava qualcosa con lui, anche se non avrebbe saputo dire cosa. Dio, senza smettere di sorridere disse: <>

Hotei, il Buddha che ride

Dicono che una volta c’era un monaco buddista che cacciava di serpenti, ma dopo averli catturati toglieva loro il veleno per evitare che mordessero i passanti e poi li liberava, e per la sua bontà ottenne l’illuminazione spirituale. Aveva un grande sorriso e una grande pancia, che si crede contenesse una grandissima anima.

il leone e i buoi

Dicono che una volta c’era un leone che voleva mangiare un piccolo gregge di quttro buoi. Ogni volta che si avvicinava da un lato o dall’altro, i buoi si mettevano in posizione difensiva, schiena contro schiena, e il leone trovava sempre le corna minacciose ad attenderle.

apprezzare l’inaspettato

Dicono che una volta, una stazione della metro a Washington DC, un uomo si mise a sedere in ed iniziò a suonare il violino; era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti, durante l’ora di punta. Era stato calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per la stazione, molte delle quali sulla strada per andare al lavoro.

innovazione

Dicono che c’era una volta, in un parco, una bella scacchiera di marmo in cui chiunque poteva giocare, portandosi da casa i suoi pezzi. Un giorno passò un bambino e riempì la scacchiera di piccoli animali, soldatini e piccoli pezzi di lego colorati, e poi andò a fare merenda lasciandogli lì.

il cocodrilo e il bambino

Dicono che c’era una volta un ragazzino che camminava lungo la riva di un fiume quando vide un coccodrillo intrappolato in una rete. Era una femmina che gli disse: «Ti prego, abbi pietà di me, e liberami. Lo so, sono brutta, ma non è colpa mia. Sono nata così. Ma, sappi che dentro di me batte un cuore di madre. Sono venuta qui in cerca di cibo per i miei piccoli, e sono rimasta intrappolata in questa rete!».

perchè non si sforza di più?

Dicono che c’era un saggio a cui tutti andavano a chiedere consiglio. Una volta arrivò da lui una coppia sposata da molti anni che continuava a litigare e a rinfacciarsi ogni cosa. Le loro vite erano intrecciate e non facevano altro che lamentarsi l’uno dell’altro. A sentirli parlare sembrava che non facessero altro che ideare modi in cui farsi la vita impossibile.

i semi di Kaori

Dicono che c’era una volta in Cina un re preoccupato perchè suo figlio non aveva ancora trovato moglie: “quando morirò tu dovrai diventare imperatore, ma lo diventerai solo se sarai sposato. È così che stabilisce la legge, perciò, figlio mio, devi trovarti una moglie.”

la tazzina di caffè

Dicono che c’era una volta un gruppo di ex studenti universitari che andarono a trovare il loro vecchio professore di economia. Molti di loro avevano trovato delle ottime posizioni in banche, società di consulenza ed importanti multinazionali. Ben presto il Professore ed i suoi ex studenti si ritrovarono a parlare della vita, della felicità, del lavoro e dello stress..

cosa state facendo?

Dicono che c’era una volta, molto tempo fa, tre fratelli che lavoravano nella costruzione. Era il medioevo e le città erano tutte da fare perciò il lavoro non mancava mai. Non erano i proprietari dei cantieri ma a loro non mancava mai da mangiare, da vestire o un tetto.

espelliamoli!

Dicono che c’era una volta tanto tempo fa, in un piccolo villaggio, la bottega di un falegname. Un giorno, durante l’assenza del padrone, tutti i suoi arnesi da lavoro tennero un gran consiglio. Ci fu una seduta lunga e animata, in cui si poponeva di escludere dalla onorata comunità degli utensili un certo numero di membri.

due pesci

Dicono che c’era una volta uno scienziato pazzo che misse in un aquario due pesci che non avrebbero mai dovuto stare insieme, un pesce rosso e un piraña. Separati da un vetro trasparente perciò potevano vedersi ma non toccarsi, per vedere cosa facevano…

la borsa di pistacchi

Dicono che c’era, in un paesino in montagna, un saggio famoso e ammirato per la sua parsimonia e la sua serenità in ogni circostanza, pronto a rispondere alle domande di chiunque…

due topolini

Dicono che c’era una volta uno scienziato curioso che misse in una gabbietta due topolini, due fratellini della stessa cucciolata, stesso colore, stesse dimensioni, in uguali condizioni di salute e di reattività, per fare un esperimento innovativo sul dolore e la sofferenza.

il giro del 99

Dicono che c’era un re molto triste che aveva un servo molto felice che circolava sempre con un grande sorriso sul volto, un giorno gli chiese qual era il segreto della sua felicità ma il giullare non seppe cosa rispondere, non c’erano segreti, semplicemente non aveva motivo di essere triste. Era felice di servire il suo re, viveva con la sua famiglia nella casa che era stata assegnata loro, aveva cibo e vestiti e ogni tanto riceveva anche qualche mancia…

uscire dal bozzolo

Dicono che un giorno, apparve un piccolo buco in una crisalide e un uomo gentile ed educato, che passava di lì per caso, si fermò ad osservare la farfalla che, per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco, ma era troppo piccolo, faceva troppa fatica,...

trapola per topi

Dicono che un topo, guardando da un buco che c’era nella parete, vide un contadino e sua moglie che stavano aprendo un pacchetto. Pensò a cosa potesse contenere e restò terrorizzato quando vide che dentro il pacchetto c’era una trappola per topi. Corse subito nel cortile della fattoria per avvisare tutti: “C’è una trappola per topi in casa, c’è una trappola per topi in casa!”

preghiera e fumo

Dicono che due giovani monaci studiavano in seminario, ed entrambi erano incalliti fumatori. Il loro problema era: “Posso fumare mentre prego?” Non riuscendo a risolverlo, decisero di rivolgersi ai loro superiori. Più tardi, uno chiese all’altro che cosa gli aveva detto il superiore.

la nuda verità

Dicono che, secondo una leggenda del XIX secolo, la verità e la menzogna un giorno si incontrarononelle vicinanze di un pozzo. La Menzogna, che vide la verità così bella e ben vestita, ebbe un terribile attacco d’invidia. Ci pensò un po’ ed, in un momento di lucidità illuminata, disse alla Verità: “Oggi è una giornata meravigliosa! Vieni a fare il bagno con me in questo pozzo!”

ce l’hai con me?

Dicono che c’era una volta, un uomo disperato dopo una giornata terribile entro in chiesa piangendo e riuscì a parlare con Dio.
— Posso farti una domanda? — chiese.
— Certo — rispose Dio.
— Promettimi che non ti arrabbierai ..
— Prometto — rispose Dio — Non sono uno che si arrabbia così facilmente…

vedere il karma

Dicono che c’era una volta, un saggio indiano famoso perchè poteva guarire chiunque da qualsiasi malattia con le sue mani e le sue preghiere. Da lui arrivavano persone ricche, povere, vecchie, giovani, e persino mamme con piccoli bambini. Ma non tutti guarivano, solo i più meritevoli, dicevano.

perchè la gente urla

Dicono che un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli
— Ma voi lo sapete, perché le persone gridano quando sono arrabbiate?, ve lo siete mai chiesto?
— Gridano perché perdono la calma — disse uno di loro.

il rintocco delle campane

Dicono che in una fredda mattina d’inverno, durante una seduta di zazen insieme a molti monaci, il monaco udì i solenni rintocchi della campana del tempio e sentì che il modo di suonare era stranamente diverso dal solito. Pensò che era strano. La campana è quella di sempre, ma questa mattina i rintocchi sono così solenni da andare dritti al cuore.

una persona sgradevole

Dicono che c’era una volta, su di un volo di una nota compagnia aerea sulla rotta che va da Johannesburg a Londra, una donna bianca, di circa 50 anni, che dovete prendere posto in classe economica di fianco ad un giovane uomo nero.

i due leoni

Dicono che c’era un leone che viveva nel deserto. Lì c’era tanto vento. I suoi capelli erano mossi, le piante non erano mai ferme e persino l’acqua delle pozze in cui bevevano gli animali era sempre mossa. Niente riusciva a riflettersi sulle loro superfici. Vicino c’era un bosco in cui a volte andava a caccia o a giocare, ma normalmente non si addentrava molto.

l’acqua fangosa

Dicono che una volta Buddha e i suoi discepoli intrapresero un lungo viaggio durante il quale attraversarono diverse città. Un giorno in cui faceva molto caldo, avvistarono un lago e si fermarono stremati dalla sete. Buddha chiese al suo giovane discepolo, famoso per la sua natura impaziente: – Ho sete. Puoi portarmi dell’acqua di quel lago?.

tranquilla, Stella

Dicono che c’era una volta una mamma con la sua bambina che facevano la spesa nel supermercato. Ad ogni scaffale di giochi, di caramelle, di biscotti, e di cioccolatini la bambina si fermava e chiedeva alla mamma di prenderle questo o quello…

il prezzo più alto

Dicono che c’era un gioielliere seduto alla scrivania che guardava distrattamente la strada attraverso la vetrina del suo elegante negozio quando una bambina si avvicinò e schiacciò il naso contro la vetrina. I suoi occhi color del cielo si illuminavano vedendo quegli oggetti esposti.

ah, si?

Dicono che c’era una volta un maestro zen chiamato Hakuin, era decantato dai vicini per la purezza della sua vita, per la sua semplicità e il suo ripsetto delle regole e delle persone. Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari.

la nave da crociera

Dicono che c’era una volta una donna anziana che viaggiava felice su una nave da crociera. Un uomo aveva notato che nonostante fosse sola, la donna era in grande confidenza con tutto lo staff della nave. Un giorno l’uomo chiese a un cameriere informazioni su di lei, immaginando che l’anziana signora potesse essere la proprietaria della nave.

il padre ricco

Un padre ricco, volendo che suo figlio sapesse che significa essere povero, gli fece passare una giornata con una famiglia di contadini. Il bambino passò 3 giorni e 3 notti nei campi.

l’attrezzatura per delinquere

Dicono che un giorno, la moglie di un pescatore, anche se non pratica della guida di una barca, decise di avventurarsi in un lago per leggere. Preso coraggio, accese il motore e si avviò ad una distanza accettabile.

Ancorò la propria imbarcazione e iniziò a leggere il suo bel libro, lontana da tutto e da tutti. All’improvviso un rumore di motore attirò la sua attenzione. Una guardia forestale si stava avvicinando alla sua barchetta.

tirare alla cieca

C’era una volta un Maestro zen che era un vero campione nell’arte del tiro con l’arco. Una mattina invitò il suo discepolo preferito a osservare una dimostrazione della sua abilità. Anche se l’aveva visto centinaia di volte, comunque obbedì al suo Maestro. Si recarono nel bosco accanto al monastero e raggiunsero un albero di quercia.

il ballo dei contabili

Dicono che in un’epoca non troppo lontana, in uno stato del medio oriente, viveva un sultano. Ogni giorno aveva a che fare con un fedele contabile. In tanti anni non lo aveva mai tradito. Un brutto giorno, purtroppo, morì. Il sultano soffrì molto.

la paura del lupo

Dicono che in un antico monastero cinese, c’era un monaco, che ogni volta che si ritirava in meditazione, vedeva un lupo inferocito che lo inseguiva. Egli non riusciva più a meditare a causa di questa visione. Aveva iniziato anche ad aver paura a prendere sonno la sera, perché ogni volta che chiudeva gli occhi era assalito da quell’animale così reale ai sensi.

la storia delle carote

Dicono che c’era una volta un professore che cercava di spiegare ai suoi allievi che dovevano fare del loro meglio. E loro continuavano a trovare scuse per non fare delle cose. La maggior parte di queste scuse si riferivano alla incertidumbre nei risultati. Al fatto che non tutto dipende da noi, almeno non nel modo in cui vorremmo.

fuori dalla finestra

Dicono che c’era una volta un servo che sopportava quotidianamente il carattere irascibile del suo padrone. Un giorno, il signore tornò a casa di cattivo umore, si sedette per mangiare. Trovò davanti a sé un piatto di minestra. Ma la minestra era fredda! Così si arrabbiò e gettò il piatto fuori dalla finestra.

i tre vecchietti

Una donna stava innaffiando il giardino della sua casa quando vide tre vecchietti con i loro anni di esperienza, che stavano di fronte al suo giardino. Poiché non li conosceva disse:
— Non mi sembra di conoscervi, ma penso che siate affamati. Vi prego, entrate per mangiare qualcosa.

lo zaino troppo pieno

Dicono che c’era una ragazzo che stava tornando a casa da scuola e si accorse che un compagno poco davanti a lui era inciampato, cadendo si era aperto il suo zaino e tutte le sue cose stavano per terra… alcuni libri, una maglietta, la calcolatrice… Il ragazzo lo aiutò a raccogliere il tutto e, siccome dovevano fare la stessa strada, lo aiutò a portare parte delle cose.

la mamma affranta

Una’antica leggenda buddista narra di una mamma il cui unico figlio improvvisamente morì. Affranta dal dolore, la donna si recò da un sant’uomo e gli chiese se c’era una preghiera o un magico incantesimo con cui poter riportare in vita il suo bambino.

la mamma felice

Dicono che c’era una volta una madre che aveva un sacco di problemi. Non dormiva, si sentiva esausta, era irritabile, scontrosa e acida. Sempre malata, finché un giorno, all’improvviso, cambiò. La situazione era uguale, ma lei era diversa.

patate, uova e caffè

Dicono che c’era una volta una figlia che tutti i giorni si lamentava con la madre della sua vita infelice. Lei si era stancata di combattere e lottare ogni giorno per risolvere una marea di problemi che sembravano non finissero mai. La madre la portò in cucina. Riempì d’acqua tre pentole e le mise ognuna su un fuoco.

l’uomo e la corrente

Dicono che un giorno, un giovane ed un anziano che camminavano vicino ad un fiume videro un cagnolino che era caduto nell’acqua, piangeva ed abbaiava disperato, non sapeva nuotare, sentiva la corrente che lo trascinava su e giù e non risusciva a respirare. L’anziano si aggrappò ad un ramo per riprenderlo, riuscì nell’intento ma, appena riposto l’animale a terra, quando stava per tornare sui suoi passi, il ramo si spezzò e cadde nel acqua da cui aveva salvato il piccolo.

vado a dormire

Dicono che una sera una donna e suo marito, stavano seduti sul divano guardando la tv quando, ad un certo punto, lei disse “Sono stanca, è tardi, penso che andrò a letto”. Il marito annuì distratto e lei si alzò lasciandolo da solo nella sala. Andando a letto passò dalla cucina, preparò due panini per i bambini per l’indomani, sistemò le tazze e i cereali per la colazione e mise cucchiai e piattini sulla tavola per la mattina successiva.

l’alieno curioso

Dicono che un giorno un alieno atterrò con la sua astronave sulla Terra. Era un ricercatore, un eterno studente che amava viaggiare nello spazio alla ricerca di altre forme d’intelligenza con cui confrontarsi per ampliare le sue capacità e possibilità. Una volta aperto il portello, si trovò davanti edifici in rovina, strade dissestate, esseri umani intenti a chiedere l’elemosina.

il tavolino della nonna

Dicono che c’era una volta una vecchierella che restò vedova del suo adorato marito, con cui aveva condiviso tutta la vita, allevato un figlio e invecchiato lentamente. Alla morte del marito dovete trasferirsi in un’altra città per andare a vivere con il figlio, la nuora e la loro figlioletta. Dovete imparare di nuovo molte cose, ma allo stesso tempo la sua mente non era più quella di un tempo perciò ne dimenticava tante.

il cuore più bello del mondo

Dicono che un giorno un giovanotto, in mezzo a una piazza gremita di persone, diceva di avere il cuore più bello del mondo, o quantomeno della vallata. Tutti quanti glielo ammiravano, era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell’ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane s’insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso…

affilare l’ascia

Dicono che c’erauna volta un possente taglialegna in cerca di lavoro. Dopo aver girato diverse città, il taglialegna trovò finalmente impiego presso un importante commerciante di legno. L’ottima paga e le eccellenti condizioni di lavoro convinsero il taglialegna a dare il meglio di sé.

la sega elettrica

Dicono che c’era una volta un taglialegna molto forte e capace che andò per vacanza in un'altra zona di boschi un po' lontana dalla sua. Lì, incontrò un collega boscaiolo molto simile a lui e andarono al bar a condividere esperienze e racconti del loro duro e...

il pacchetto nel comodino

Dicono che un uomo un giorno un nonno raccontava ai suoi nipotini la ragione che si nascondeva dietro ai comportamenti che facevano che tutti lo considerassero strano. Gli disse che era stato un uomo normale, quasi banale, come tutti gli altri fino a che un giorno, finchè si ritrovò a dover accompagnare un suo carissimo amico nei momenti più bui della sua vita.

ciechi e sordi

Dicono che c’era una volta un ricovero per ciechi, in cui godevano espressamente tutti gli stessi diritti, e le loro faccende venivano decise a maggioranza. I ciechi riuscivano a distinguere infallibilmente, al semplice tatto, monete di rame da monete d’argento, nessuno di loro s’ingannava mai circa il vino della Mosella anzichè della Borgogna.

i chiodi e lo steccato

Dicono che c’era una volta un ragazzo con un bruttissimo carattere. Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse, per renderlo consapevole, di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno. Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato.

l’uomo, il cavallo e il cane

Dicono che un giorno un uomo, il suo cavallo e il suo cane camminavano lungo una strada. Mentre passavano vicino a un albero gigantesco, un fulmine li’ colpi’, uccidendoli all’istante. Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuo’ a camminare, accompagnato dai suoi animali.A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione.

i monaci e la giovane

Dicono che un giorno due monaci buddisti stavano facendo ritorno al loro monastero, camminando in silenzio. Essi praticavano lo stato di testimonianza, osservando i loro pensieri e il mondo in modo distaccato. Giunti alla riva del fiume che li separava dalla loro meta, notarono che non c’era il barcaiolo che solitamente li traghettava dall’altra parte del fiume. Attesero a lungo ma questi non si fece vivo.

il cappello rosso porpora

Dicono che qualche tempo fa, in una grande città visse una maestra molto simpatica, saggia e divertente. I suoi allievi ed ex-allievi la adoravano perchè aveva sempre per loro un sorriso, anche se non aveva avuto una vita facile. Non aveva famiglia ma si tanti amici e, nel suo funerale una sua ex-allieva volle leggere un bigliettino che le aveva dato tanti anni prima.

La mucca Virginia

Dicono che molto tempo fa, in una piccola città, viveva un uomo che era arrivato ad avere 100 vacche. L’uomo era molto orgoglioso del suo bestiame e si preoccupava del suo benessere. Amava tutte ed ognuna delle sue mucche, sapeva i loro nomi a memoria e anche quello che preferivano fare.

prima voglio capire…

Dicono che una volta, un professore di filosofia molto speciale vide che i suoi allievi erano molto nervosi e irrequieti, si perdevano nelle richieste di dettagli e non riuscivano a fare il lavoro che gli era stato richiesto di fare, decise di raccontar loro la storia dell’uomo che fu colpito da una freccia avvellenata.

le stelle marine

Dicono che una volta, qualche tempo fa, una tempesta terribile si abbattè sul mare. Lame affilate di vento gelido trafiggevano l’acqua e la sollevavano in ondate gigantesche e sollevavano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare.

la fetta di torta

Dicono che un pomeriggio di Natale, una vecchietta entrò in uno dei pochi caffè aperti in una data così speciale e chiese quanto costasse un pezzo di una bellissima torta di cioccolato e lamponi.

l’uccellino e la mucca

Dicono che un giorno un piccolo uccellino stava volando verso sud per svernare, ma il tempo era talmente rigido che, dopo un po’, l’uccellino congelato cadde a terra stremato.

il potere delle parole

Dicono che molto tempo fa, un maestro zen stava spiegando a una classe di allievi il potere del linguaggio nell’influenzare le persone, e la grande efficacia psicologica delle parole:
—Le parole, in se stesse, sono solo fattori secondari, insiemi di suoni o di segni, che non determinano veramente fatti concreti, reali. Eppure gli uomini danno priorità a questi suoni e segni, e su di loro assumono decisioni, anche importanti. Hanno reazioni positive o negative, e rimangono in balia di quelle parole, dolci o dure…

i tre ostacoli

Dicono che un giorno un Maestro Zen accolse tre candidati che volevano diventare suoi discepoli. Erano dei ragazzi di buona famiglia, molto bene educati e ben predisposti, ma il maestro non era molto impressionabile. Al primo incontro iniziò a comportarsi in modo eccentrico a tavola, facendo discorsi assurdi e avendo atteggiamenti strani.

monopoli

Dicono che una volta un docente di economia all’università, mentre si avvicinavano gli esami finali, decise di raccontare una storia ai suoi allievi che continuavano a chiedergli dettagli sui compiti, su come li avrebbe corretti, su come li avrebbe valutati. Su cosa era più importante per avere un buon voto nella sua materia e molto successo nella vita.

il dodicesimo cammello

Dicono che una volta c’era un cammelliere che lasciò alla sua morte un testamento per dividere i suoi beni tra i tre figli. Nel suo lascito testamenta­rio stabilì di assegnare la metà dei suoi be­ni al primo figlio, al più grande e che aveva più figli, un quarto al secondo figlio che era sposato senza figli e un sesto al più giovane.

Natale al fronte

Dicono che correva il 1917, uno dei terribili anni della prima guerra mondiale. Sulle trincee spirava un vento gelido e c’era tanta neve. I soldati si muovevano cauti, la notte era senza luna, ma serena e tutti avevano paura di incontrare delle pattuglie nemiche, perché il nemico era lì davanti a loro. Ad un tratto un caporale disse sotto voce: «è nato!».

il pozzo e i monaci

Dicono che una volta durante una festa in strada un uomo cadde in un pozzo non circondato da muri protettivi, come si costruivano in quell’epoca in Cina. L’uomo gridava: «Salvatemi!», ma a causa del frastuono della musica e delle danze nessuno lo sentiva.

Passò nei paraggi un monaco buddhista e sentendo queste urla si chinò sul pozzo e guardò in basso. “Meno male!” disse l’uomo da sotto, e continuò dicendo che aveva paura di morire, ma adesso era salvo.

il giardino e le farfalle

Dicono che una volta c’era una anziana che aveva un fantastico giardino pieno di farfalle, c’erano farfalle di tutti i colori, di tutte le dimensioni, di tutti i tipi. Svolazzavano per il giardino di fiore in fiore, alcune solitarie, anltre in piccoli sciami. Era un luogo così vivace che diventò famoso e molte persone arrivavano da lontano per vedere le farfalle.

parabola del sale

Dicono che una volta un vecchio e saggio maestro notò che uno dei suoi giovani discepoli era molto triste, e decise di spiegargli con un esempio quanto la dimensione e l’importanza della sua tristezza dipendessero soltanto da lui e dalla sua mente. Gli chiese di prendere un cucchiaino di sale, di versarlo in un bicchiere di acqua fresca e di bere un sorso.

essere svegli

Dicono che una volta un giovane discepolo chiese al suo anziano maestro cosa voleva dire essere svegli. E lui rispose:
— Sentire gratitudine per il semplice fatto di essere vivi, e ringraziare Dio ogni giorno di tutto quello che succede. — disse senza spostare un muscolo, come chi dice una cosa semplice e banale. Ma, vedendo che il discipolo non sembrava convito ripetè — di tutto.

la vite

Dicono che una volta il proprietario di un macchinario molto complesso ebbe un problema, chiamò diversi tecnici ma nessuno fu in grado di ovviare al problema di questo macchinario. Era disperato, aveva tutta la pianta di produzione ferma, i clienti che lo pressavano per ricevere gli ordini inscadenza, doveva comunque pagare dipendenti e rischiava che le materie prime andassero perse se si protraeva troppo l’attesa.

l’elefante

Dicono che c’era una volta una città i cui abitanti erano tutti ciechi. Un giorno, un re arrivò da quelle parti, accompagnato dalla sua corte e da un intero esercito, e si accamparono nel deserto. Ora, questo monarca possedeva un possente elefante, che utilizzava sia in battaglia sia per accrescere la soggezione della gente. Il popolo era ansioso di sapere come fosse l’elefante, e alcuni dei più eminenti membri di quella comunità di ciechi si precipitarono all’impazzata alla sua scoperta.

nel negozio di Dio

Dicono che un giorno un viaggiatore entrò in una piccola bottega, quasi nascosta, e dietro il bancone trovò un Angelo. Meravigliato gli chiese cosa ci faceva un personaggio come lui in un posto così insolito, e cosa vendeva.
— Tutti i doni di Dio — rispose, come se fosse la cosa più normale al mondo.
— Costano molto? — chiese il viaggiatore guardandosi attorno. Aveva viaggiato tanto, visitato tanti paesi e avuto a che fare con tante culture, ma non era mai stato in un posto come quello.

le due mele

Dicono che un giorno, quando la mamma arrivò dal lavoro, trovò la sua bambina che teneva due mele con entrambe le mani. Le guardava, le annusava, se le stava godendo prima di mangiarle pregustando la loro dolcezza e morbidezza… In quel momento, la mamma le si avvicinò e chiese alla figlioletta se le potesse dare una delle sue due mele.

inferno e paradiso

Dicono che, molto tempo fa, in un luogo molto lontano, una notte senza stelle c’era un ubriaco che cercava distrattamente le proprie chiavi di casa. La scena era abbastanza comica, con una mano afferrava ancora la bottiglia quasi vuota, e con l’altra si teneva al lampione, in un equillibrio precario e ballerino. Con gli occhi rossi mezzi chiusi canticchiava mentre sperava di trovarle, prima che gli passasse l’euforia, per poter rientrare e finalmente dormire beato noncurante degli effetti della sbornia il giorno dopo.

le chiavi e la luce

Dicono che, molto tempo fa, in un luogo molto lontano, una notte senza stelle c’era un ubriaco che cercava distrattamente le proprie chiavi di casa. La scena era abbastanza comica, con una mano afferrava ancora la bottiglia quasi vuota, e con l’altra si teneva al lampione, in un equillibrio precario e ballerino. Con gli occhi rossi mezzi chiusi canticchiava mentre sperava di trovarle, prima che gli passasse l’euforia, per poter rientrare e finalmente dormire beato noncurante degli effetti della sbornia il giorno dopo.

l’angelo della morte

Dicono che un giorno un uomo sudato, affannato e spaventato si presentò al re Salomone e ansimando:
— Grande uomo, oggi ho visto l’Angelo della morte e mi ha fissato accigliato, con cattiveria; temo che voglia prendersi la mia vita. Aiutami! — gli disse.
— Va bene, ma sappi che l’Angelo della morte è uno degli angeli del Creatore ed esegue gli ordini di Dio e se è stato incaricato di sottratti alla vita, io non posso farci nulla. — rispose il saggio.
— Non voglio ancora morire. Di te si dice che sai farti obbedire dal vento e che riesci a esaudire i desideri degli uomini…

il tempo che piace a me

Dicono che un giorno un signore di città camminava in campagna perchè cercava una location per un evento quando incontrò un contadino che portava le sue pecore a pascolare… Molto preoccupato perchè il suo evento doveva essere all’aperto chiese al contadino se sapeva che tempo ci sarebbe stato nel weekend. Il contadino rispose: “si, si, farà il tempo che piace a me…”

la donna ideale

Dicono che c’erano due amici che cercavano l’amore. Due giovani ragazzi come tanti, nè belli nè brutti, nè troppo alti nè troppo bassi, nè troppo grassi nè troppo magri. Simpatici, curiosi, ingenuamente alla ricerca delle loro prime storie d’amore. Con una differenza, uno dei due (quello leggermente più bello fisicamente) era alla ricerca della donna ideale, la cercava in ogni donna che trovava, aveva le idee molto chiare e non era disposto ad accontentarsi di meno.

i due alberi

C’è una vecchia leggenda dei nativi americani che dice in ognuna delle nostre teste ci sono un lupo buono e uno cattivo in continua lotta, e che vince quello a cui dai da mangiare di più. Non mi è mai sembrata abbastanza chiara perciò ho scritto la mia versione, da raccontare per le mie bambine, e per gli altri bambini e adulti con cui ho a che fare… è un po’ più occidentale, più moderna, non so… spero vi piaccia!

il barattolo e i sassi

Dicono che uUna volta un anziano professore venne contattato per tenere una lezione di formazione sulla “Pianificazione efficace del tempo” ad un gruppo di una quindicina di dirigenti di importanti aziende. Il corso faceva parte di una delle cinque sessioni della loro giornata di formazione, e il professore aveva a disposizione solamente un’ora “per fare lezione”.
In piedi, davanti a questo gruppo d’elite (pronto a prendere appunti su tutto ciò che l’esperto stava per insegnare), l’anziano professore li guardò ad uno ad uno, lentamente, e poi disse: “Adesso faremo un esperimento”.
Da sotto al tavolo che lo separava dagli allievi, il vecchio professore tirò fuori un grande recipiente di vetro da più di 4 litri, e lo posò delicatamente davanti a sé. Poi tirò fuori una dozzina di ciottoli grandi all’incirca come delle palle da tennis ed uno ad uno li mise delicatamente dentro il vaso. Quando questo fu riempito fino al bordo e fu impossibile aggiungere anche un solo sasso, alzò lentamente gli occhi verso i suoi allievi e domandò:”Questo vaso è pieno?” Tutti risposero “Sì”.

il pescatore e il businessman

Dicono che c’era una volta un uomo d’affari in vacanza in Messico che, camminando con il suo cellulare in cerca di campo per fare una chiamata importante incontrò un pescatore che passeggiava… sentendo il sole in faccia e la sabbia sotto i piedi, con un secchio pieno di splendidi pesci giganti, appena pescati. L’americano, frustrato perchè non riusciva a sfruttare al massimo la giornata, quasi pentito di essersi preso una vacanza, vide un occasione e si diresse verso il pescatore. Si complimentò con lui e gli chiese quanto tempo gli era servito per tirare su quel ben di Dio.

il fantasma della moglie

Dicono che c’era c’era una volta una giovane moglie che si ammalò ed era in punto di morte. «Ti amo tanto» disse al marito «che non voglio lasciarti. Non tradirmi con nessun’altra donna. Se lo fai, tornerò sotto forma di fantasma e ti darò fastidi a non finire».
Ben presto la moglie morì. Il marito, per i primi tre mesi, rispettò il suo ultimo desiderio, ma poi incontrò un’altra donna e se ne innamorò. Così i due si fidanzarono. Subito dopo il fidanzamento, tutte le notti all’uomo appariva un fantasma che gli rimproverava di non mantenere la sua promessa.

il valore delle cose…

Dicono che c’era una volta un ragazzo che voleva diventare monaco zen ma non riusciva come i suoi ccompagni, un giorno andò dal maestro singhiozzando e piangendo. “Jari (maestro), sono tanto triste. Dicono tutti che sono un buono a nulla, che sono stupido, lento e debole. Come posso migliorare? Come posso dimostrare il mio valore davanti agli altri?”. Il Maestro, senza nemmeno guardarlo, rispose:”mi spiace molto, ma adesso non posso aiutarti, perché gli altri allievi ed io abbiamo fame. Devo prima risolvere un mio problema. Forse dopo. Ma se vuoi aiutarmi, potrò risolvere il mio problema più in fretta e forse potrò aiutarti con il tuo”.