il prezzo più alto

Dicono che c’era un gioielliere seduto alla scrivania che guardava distrattamente la strada attraverso la vetrina del suo elegante negozio quando una bambina si avvicinò e schiacciò il naso contro la vetrina. I suoi occhi color del cielo si illuminavano vedendo quegli oggetti esposti.

ah, si?

Dicono che c’era una volta un maestro zen chiamato Hakuin, era decantato dai vicini per la purezza della sua vita, per la sua semplicità e il suo ripsetto delle regole e delle persone. Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari.

la nave da crociera

Dicono che c’era una volta una donna anziana che viaggiava felice su una nave da crociera. Un uomo aveva notato che nonostante fosse sola, la donna era in grande confidenza con tutto lo staff della nave. Un giorno l’uomo chiese a un cameriere informazioni su di lei, immaginando che l’anziana signora potesse essere la proprietaria della nave.

il padre ricco

Un padre ricco, volendo che suo figlio sapesse che significa essere povero, gli fece passare una giornata con una famiglia di contadini. Il bambino passò 3 giorni e 3 notti nei campi.

l’attrezzatura per delinquere

Dicono che un giorno, la moglie di un pescatore, anche se non pratica della guida di una barca, decise di avventurarsi in un lago per leggere. Preso coraggio, accese il motore e si avviò ad una distanza accettabile.

Ancorò la propria imbarcazione e iniziò a leggere il suo bel libro, lontana da tutto e da tutti. All’improvviso un rumore di motore attirò la sua attenzione. Una guardia forestale si stava avvicinando alla sua barchetta.

tirare alla cieca

C’era una volta un Maestro zen che era un vero campione nell’arte del tiro con l’arco. Una mattina invitò il suo discepolo preferito a osservare una dimostrazione della sua abilità. Anche se l’aveva visto centinaia di volte, comunque obbedì al suo Maestro. Si recarono nel bosco accanto al monastero e raggiunsero un albero di quercia.

il ballo dei contabili

Dicono che in un’epoca non troppo lontana, in uno stato del medio oriente, viveva un sultano. Ogni giorno aveva a che fare con un fedele contabile. In tanti anni non lo aveva mai tradito. Un brutto giorno, purtroppo, morì. Il sultano soffrì molto.

la paura del lupo

Dicono che in un antico monastero cinese, c’era un monaco, che ogni volta che si ritirava in meditazione, vedeva un lupo inferocito che lo inseguiva. Egli non riusciva più a meditare a causa di questa visione. Aveva iniziato anche ad aver paura a prendere sonno la sera, perché ogni volta che chiudeva gli occhi era assalito da quell’animale così reale ai sensi.

la storia delle carote

Dicono che c’era una volta un professore che cercava di spiegare ai suoi allievi che dovevano fare del loro meglio. E loro continuavano a trovare scuse per non fare delle cose. La maggior parte di queste scuse si riferivano alla incertidumbre nei risultati. Al fatto che non tutto dipende da noi, almeno non nel modo in cui vorremmo.

fuori dalla finestra

Dicono che c’era una volta un servo che sopportava quotidianamente il carattere irascibile del suo padrone. Un giorno, il signore tornò a casa di cattivo umore, si sedette per mangiare. Trovò davanti a sé un piatto di minestra. Ma la minestra era fredda! Così si arrabbiò e gettò il piatto fuori dalla finestra.

i tre vecchietti

Una donna stava innaffiando il giardino della sua casa quando vide tre vecchietti con i loro anni di esperienza, che stavano di fronte al suo giardino. Poiché non li conosceva disse:
— Non mi sembra di conoscervi, ma penso che siate affamati. Vi prego, entrate per mangiare qualcosa.

lo zaino troppo pieno

Dicono che c’era una ragazzo che stava tornando a casa da scuola e si accorse che un compagno poco davanti a lui era inciampato, cadendo si era aperto il suo zaino e tutte le sue cose stavano per terra… alcuni libri, una maglietta, la calcolatrice… Il ragazzo lo aiutò a raccogliere il tutto e, siccome dovevano fare la stessa strada, lo aiutò a portare parte delle cose.

la mamma affranta

Una’antica leggenda buddista narra di una mamma il cui unico figlio improvvisamente morì. Affranta dal dolore, la donna si recò da un sant’uomo e gli chiese se c’era una preghiera o un magico incantesimo con cui poter riportare in vita il suo bambino.

la mamma felice

Dicono che c’era una volta una madre che aveva un sacco di problemi. Non dormiva, si sentiva esausta, era irritabile, scontrosa e acida. Sempre malata, finché un giorno, all’improvviso, cambiò. La situazione era uguale, ma lei era diversa.

patate, uova e caffè

Dicono che c’era una volta una figlia che tutti i giorni si lamentava con la madre della sua vita infelice. Lei si era stancata di combattere e lottare ogni giorno per risolvere una marea di problemi che sembravano non finissero mai. La madre la portò in cucina. Riempì d’acqua tre pentole e le mise ognuna su un fuoco.

l’uomo e la corrente

Dicono che un giorno, un giovane ed un anziano che camminavano vicino ad un fiume videro un cagnolino che era caduto nell’acqua, piangeva ed abbaiava disperato, non sapeva nuotare, sentiva la corrente che lo trascinava su e giù e non risusciva a respirare. L’anziano si aggrappò ad un ramo per riprenderlo, riuscì nell’intento ma, appena riposto l’animale a terra, quando stava per tornare sui suoi passi, il ramo si spezzò e cadde nel acqua da cui aveva salvato il piccolo.

vado a dormire

Dicono che una sera una donna e suo marito, stavano seduti sul divano guardando la tv quando, ad un certo punto, lei disse “Sono stanca, è tardi, penso che andrò a letto”. Il marito annuì distratto e lei si alzò lasciandolo da solo nella sala. Andando a letto passò dalla cucina, preparò due panini per i bambini per l’indomani, sistemò le tazze e i cereali per la colazione e mise cucchiai e piattini sulla tavola per la mattina successiva.

l’alieno curioso

Dicono che un giorno un alieno atterrò con la sua astronave sulla Terra. Era un ricercatore, un eterno studente che amava viaggiare nello spazio alla ricerca di altre forme d’intelligenza con cui confrontarsi per ampliare le sue capacità e possibilità. Una volta aperto il portello, si trovò davanti edifici in rovina, strade dissestate, esseri umani intenti a chiedere l’elemosina.

il tavolino della nonna

Dicono che c’era una volta una vecchierella che restò vedova del suo adorato marito, con cui aveva condiviso tutta la vita, allevato un figlio e invecchiato lentamente. Alla morte del marito dovete trasferirsi in un’altra città per andare a vivere con il figlio, la nuora e la loro figlioletta. Dovete imparare di nuovo molte cose, ma allo stesso tempo la sua mente non era più quella di un tempo perciò ne dimenticava tante.

il cuore più bello del mondo

Dicono che un giorno un giovanotto, in mezzo a una piazza gremita di persone, diceva di avere il cuore più bello del mondo, o quantomeno della vallata. Tutti quanti glielo ammiravano, era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell’ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane s’insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso…

affilare l’ascia

Dicono che c’erauna volta un possente taglialegna in cerca di lavoro. Dopo aver girato diverse città, il taglialegna trovò finalmente impiego presso un importante commerciante di legno. L’ottima paga e le eccellenti condizioni di lavoro convinsero il taglialegna a dare il meglio di sé.

la sega elettrica

Dicono che c’era una volta un taglialegna molto forte e capace che andò per vacanza in un'altra zona di boschi un po' lontana dalla sua. Lì, incontrò un collega boscaiolo molto simile a lui e andarono al bar a condividere esperienze e racconti del loro duro e...

il pacchetto nel comodino

Dicono che un uomo un giorno un nonno raccontava ai suoi nipotini la ragione che si nascondeva dietro ai comportamenti che facevano che tutti lo considerassero strano. Gli disse che era stato un uomo normale, quasi banale, come tutti gli altri fino a che un giorno, finchè si ritrovò a dover accompagnare un suo carissimo amico nei momenti più bui della sua vita.

ciechi e sordi

Dicono che c’era una volta un ricovero per ciechi, in cui godevano espressamente tutti gli stessi diritti, e le loro faccende venivano decise a maggioranza. I ciechi riuscivano a distinguere infallibilmente, al semplice tatto, monete di rame da monete d’argento, nessuno di loro s’ingannava mai circa il vino della Mosella anzichè della Borgogna.

i chiodi e lo steccato

Dicono che c’era una volta un ragazzo con un bruttissimo carattere. Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse, per renderlo consapevole, di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno. Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato.

l’uomo, il cavallo e il cane

Dicono che un giorno un uomo, il suo cavallo e il suo cane camminavano lungo una strada. Mentre passavano vicino a un albero gigantesco, un fulmine li’ colpi’, uccidendoli all’istante. Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuo’ a camminare, accompagnato dai suoi animali.A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione.

i monaci e la giovane

Dicono che un giorno due monaci buddisti stavano facendo ritorno al loro monastero, camminando in silenzio. Essi praticavano lo stato di testimonianza, osservando i loro pensieri e il mondo in modo distaccato. Giunti alla riva del fiume che li separava dalla loro meta, notarono che non c’era il barcaiolo che solitamente li traghettava dall’altra parte del fiume. Attesero a lungo ma questi non si fece vivo.

il cappello rosso porpora

Dicono che qualche tempo fa, in una grande città visse una maestra molto simpatica, saggia e divertente. I suoi allievi ed ex-allievi la adoravano perchè aveva sempre per loro un sorriso, anche se non aveva avuto una vita facile. Non aveva famiglia ma si tanti amici e, nel suo funerale una sua ex-allieva volle leggere un bigliettino che le aveva dato tanti anni prima.

La mucca Virginia

Dicono che molto tempo fa, in una piccola città, viveva un uomo che era arrivato ad avere 100 vacche. L’uomo era molto orgoglioso del suo bestiame e si preoccupava del suo benessere. Amava tutte ed ognuna delle sue mucche, sapeva i loro nomi a memoria e anche quello che preferivano fare.

prima voglio capire…

Dicono che una volta, un professore di filosofia molto speciale vide che i suoi allievi erano molto nervosi e irrequieti, si perdevano nelle richieste di dettagli e non riuscivano a fare il lavoro che gli era stato richiesto di fare, decise di raccontar loro la storia dell’uomo che fu colpito da una freccia avvellenata.

le stelle marine

Dicono che una volta, qualche tempo fa, una tempesta terribile si abbattè sul mare. Lame affilate di vento gelido trafiggevano l’acqua e la sollevavano in ondate gigantesche e sollevavano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare.

la fetta di torta

Dicono che un pomeriggio di Natale, una vecchietta entrò in uno dei pochi caffè aperti in una data così speciale e chiese quanto costasse un pezzo di una bellissima torta di cioccolato e lamponi.

l’uccellino e la mucca

Dicono che un giorno un piccolo uccellino stava volando verso sud per svernare, ma il tempo era talmente rigido che, dopo un po’, l’uccellino congelato cadde a terra stremato.

il potere delle parole

Dicono che molto tempo fa, un maestro zen stava spiegando a una classe di allievi il potere del linguaggio nell’influenzare le persone, e la grande efficacia psicologica delle parole:
—Le parole, in se stesse, sono solo fattori secondari, insiemi di suoni o di segni, che non determinano veramente fatti concreti, reali. Eppure gli uomini danno priorità a questi suoni e segni, e su di loro assumono decisioni, anche importanti. Hanno reazioni positive o negative, e rimangono in balia di quelle parole, dolci o dure…

i tre ostacoli

Dicono che un giorno un Maestro Zen accolse tre candidati che volevano diventare suoi discepoli. Erano dei ragazzi di buona famiglia, molto bene educati e ben predisposti, ma il maestro non era molto impressionabile. Al primo incontro iniziò a comportarsi in modo eccentrico a tavola, facendo discorsi assurdi e avendo atteggiamenti strani.

monopoli

Dicono che una volta un docente di economia all’università, mentre si avvicinavano gli esami finali, decise di raccontare una storia ai suoi allievi che continuavano a chiedergli dettagli sui compiti, su come li avrebbe corretti, su come li avrebbe valutati. Su cosa era più importante per avere un buon voto nella sua materia e molto successo nella vita.

il dodicesimo cammello

Dicono che una volta c’era un cammelliere che lasciò alla sua morte un testamento per dividere i suoi beni tra i tre figli. Nel suo lascito testamenta­rio stabilì di assegnare la metà dei suoi be­ni al primo figlio, al più grande e che aveva più figli, un quarto al secondo figlio che era sposato senza figli e un sesto al più giovane.

Natale al fronte

Dicono che correva il 1917, uno dei terribili anni della prima guerra mondiale. Sulle trincee spirava un vento gelido e c’era tanta neve. I soldati si muovevano cauti, la notte era senza luna, ma serena e tutti avevano paura di incontrare delle pattuglie nemiche, perché il nemico era lì davanti a loro. Ad un tratto un caporale disse sotto voce: «è nato!».

il pozzo e i monaci

Dicono che una volta durante una festa in strada un uomo cadde in un pozzo non circondato da muri protettivi, come si costruivano in quell’epoca in Cina. L’uomo gridava: «Salvatemi!», ma a causa del frastuono della musica e delle danze nessuno lo sentiva.

Passò nei paraggi un monaco buddhista e sentendo queste urla si chinò sul pozzo e guardò in basso. “Meno male!” disse l’uomo da sotto, e continuò dicendo che aveva paura di morire, ma adesso era salvo.

il giardino e le farfalle

Dicono che una volta c’era una anziana che aveva un fantastico giardino pieno di farfalle, c’erano farfalle di tutti i colori, di tutte le dimensioni, di tutti i tipi. Svolazzavano per il giardino di fiore in fiore, alcune solitarie, anltre in piccoli sciami. Era un luogo così vivace che diventò famoso e molte persone arrivavano da lontano per vedere le farfalle.

parabola del sale

Dicono che una volta un vecchio e saggio maestro notò che uno dei suoi giovani discepoli era molto triste, e decise di spiegargli con un esempio quanto la dimensione e l’importanza della sua tristezza dipendessero soltanto da lui e dalla sua mente. Gli chiese di prendere un cucchiaino di sale, di versarlo in un bicchiere di acqua fresca e di bere un sorso.

essere svegli

Dicono che una volta un giovane discepolo chiese al suo anziano maestro cosa voleva dire essere svegli. E lui rispose:
— Sentire gratitudine per il semplice fatto di essere vivi, e ringraziare Dio ogni giorno di tutto quello che succede. — disse senza spostare un muscolo, come chi dice una cosa semplice e banale. Ma, vedendo che il discipolo non sembrava convito ripetè — di tutto.

la vite

Dicono che una volta il proprietario di un macchinario molto complesso ebbe un problema, chiamò diversi tecnici ma nessuno fu in grado di ovviare al problema di questo macchinario. Era disperato, aveva tutta la pianta di produzione ferma, i clienti che lo pressavano per ricevere gli ordini inscadenza, doveva comunque pagare dipendenti e rischiava che le materie prime andassero perse se si protraeva troppo l’attesa.

l’elefante

Dicono che c’era una volta una città i cui abitanti erano tutti ciechi. Un giorno, un re arrivò da quelle parti, accompagnato dalla sua corte e da un intero esercito, e si accamparono nel deserto. Ora, questo monarca possedeva un possente elefante, che utilizzava sia in battaglia sia per accrescere la soggezione della gente. Il popolo era ansioso di sapere come fosse l’elefante, e alcuni dei più eminenti membri di quella comunità di ciechi si precipitarono all’impazzata alla sua scoperta.

nel negozio di Dio

Dicono che un giorno un viaggiatore entrò in una piccola bottega, quasi nascosta, e dietro il bancone trovò un Angelo. Meravigliato gli chiese cosa ci faceva un personaggio come lui in un posto così insolito, e cosa vendeva.
— Tutti i doni di Dio — rispose, come se fosse la cosa più normale al mondo.
— Costano molto? — chiese il viaggiatore guardandosi attorno. Aveva viaggiato tanto, visitato tanti paesi e avuto a che fare con tante culture, ma non era mai stato in un posto come quello.

le due mele

Dicono che un giorno, quando la mamma arrivò dal lavoro, trovò la sua bambina che teneva due mele con entrambe le mani. Le guardava, le annusava, se le stava godendo prima di mangiarle pregustando la loro dolcezza e morbidezza… In quel momento, la mamma le si avvicinò e chiese alla figlioletta se le potesse dare una delle sue due mele.

inferno e paradiso

Dicono che, molto tempo fa, in un luogo molto lontano, una notte senza stelle c’era un ubriaco che cercava distrattamente le proprie chiavi di casa. La scena era abbastanza comica, con una mano afferrava ancora la bottiglia quasi vuota, e con l’altra si teneva al lampione, in un equillibrio precario e ballerino. Con gli occhi rossi mezzi chiusi canticchiava mentre sperava di trovarle, prima che gli passasse l’euforia, per poter rientrare e finalmente dormire beato noncurante degli effetti della sbornia il giorno dopo.

le chiavi e la luce

Dicono che, molto tempo fa, in un luogo molto lontano, una notte senza stelle c’era un ubriaco che cercava distrattamente le proprie chiavi di casa. La scena era abbastanza comica, con una mano afferrava ancora la bottiglia quasi vuota, e con l’altra si teneva al lampione, in un equillibrio precario e ballerino. Con gli occhi rossi mezzi chiusi canticchiava mentre sperava di trovarle, prima che gli passasse l’euforia, per poter rientrare e finalmente dormire beato noncurante degli effetti della sbornia il giorno dopo.

l’angelo della morte

Dicono che un giorno un uomo sudato, affannato e spaventato si presentò al re Salomone e ansimando:
— Grande uomo, oggi ho visto l’Angelo della morte e mi ha fissato accigliato, con cattiveria; temo che voglia prendersi la mia vita. Aiutami! — gli disse.
— Va bene, ma sappi che l’Angelo della morte è uno degli angeli del Creatore ed esegue gli ordini di Dio e se è stato incaricato di sottratti alla vita, io non posso farci nulla. — rispose il saggio.
— Non voglio ancora morire. Di te si dice che sai farti obbedire dal vento e che riesci a esaudire i desideri degli uomini…

il tempo che piace a me

Dicono che un giorno un signore di città camminava in campagna perchè cercava una location per un evento quando incontrò un contadino che portava le sue pecore a pascolare… Molto preoccupato perchè il suo evento doveva essere all’aperto chiese al contadino se sapeva che tempo ci sarebbe stato nel weekend. Il contadino rispose: “si, si, farà il tempo che piace a me…”

la donna ideale

Dicono che c’erano due amici che cercavano l’amore. Due giovani ragazzi come tanti, nè belli nè brutti, nè troppo alti nè troppo bassi, nè troppo grassi nè troppo magri. Simpatici, curiosi, ingenuamente alla ricerca delle loro prime storie d’amore. Con una differenza, uno dei due (quello leggermente più bello fisicamente) era alla ricerca della donna ideale, la cercava in ogni donna che trovava, aveva le idee molto chiare e non era disposto ad accontentarsi di meno.

i due alberi

C’è una vecchia leggenda dei nativi americani che dice in ognuna delle nostre teste ci sono un lupo buono e uno cattivo in continua lotta, e che vince quello a cui dai da mangiare di più. Non mi è mai sembrata abbastanza chiara perciò ho scritto la mia versione, da raccontare per le mie bambine, e per gli altri bambini e adulti con cui ho a che fare… è un po’ più occidentale, più moderna, non so… spero vi piaccia!

il barattolo e i sassi

Dicono che uUna volta un anziano professore venne contattato per tenere una lezione di formazione sulla “Pianificazione efficace del tempo” ad un gruppo di una quindicina di dirigenti di importanti aziende. Il corso faceva parte di una delle cinque sessioni della loro giornata di formazione, e il professore aveva a disposizione solamente un’ora “per fare lezione”.
In piedi, davanti a questo gruppo d’elite (pronto a prendere appunti su tutto ciò che l’esperto stava per insegnare), l’anziano professore li guardò ad uno ad uno, lentamente, e poi disse: “Adesso faremo un esperimento”.
Da sotto al tavolo che lo separava dagli allievi, il vecchio professore tirò fuori un grande recipiente di vetro da più di 4 litri, e lo posò delicatamente davanti a sé. Poi tirò fuori una dozzina di ciottoli grandi all’incirca come delle palle da tennis ed uno ad uno li mise delicatamente dentro il vaso. Quando questo fu riempito fino al bordo e fu impossibile aggiungere anche un solo sasso, alzò lentamente gli occhi verso i suoi allievi e domandò:”Questo vaso è pieno?” Tutti risposero “Sì”.

il pescatore e il businessman

Dicono che c’era una volta un uomo d’affari in vacanza in Messico che, camminando con il suo cellulare in cerca di campo per fare una chiamata importante incontrò un pescatore che passeggiava… sentendo il sole in faccia e la sabbia sotto i piedi, con un secchio pieno di splendidi pesci giganti, appena pescati. L’americano, frustrato perchè non riusciva a sfruttare al massimo la giornata, quasi pentito di essersi preso una vacanza, vide un occasione e si diresse verso il pescatore. Si complimentò con lui e gli chiese quanto tempo gli era servito per tirare su quel ben di Dio.

il fantasma della moglie

Dicono che c’era c’era una volta una giovane moglie che si ammalò ed era in punto di morte. «Ti amo tanto» disse al marito «che non voglio lasciarti. Non tradirmi con nessun’altra donna. Se lo fai, tornerò sotto forma di fantasma e ti darò fastidi a non finire».
Ben presto la moglie morì. Il marito, per i primi tre mesi, rispettò il suo ultimo desiderio, ma poi incontrò un’altra donna e se ne innamorò. Così i due si fidanzarono. Subito dopo il fidanzamento, tutte le notti all’uomo appariva un fantasma che gli rimproverava di non mantenere la sua promessa.

il valore delle cose…

Dicono che c’era una volta un ragazzo che voleva diventare monaco zen ma non riusciva come i suoi ccompagni, un giorno andò dal maestro singhiozzando e piangendo. “Jari (maestro), sono tanto triste. Dicono tutti che sono un buono a nulla, che sono stupido, lento e debole. Come posso migliorare? Come posso dimostrare il mio valore davanti agli altri?”. Il Maestro, senza nemmeno guardarlo, rispose:”mi spiace molto, ma adesso non posso aiutarti, perché gli altri allievi ed io abbiamo fame. Devo prima risolvere un mio problema. Forse dopo. Ma se vuoi aiutarmi, potrò risolvere il mio problema più in fretta e forse potrò aiutarti con il tuo”.

tutto questo passerà

Dicono che c’era una volta un re che convocò i più saggi del reame e chiese loro: – “Esiste un mantra oppure un suggerimento che funzioni in ogni situazione, in ogni circostanza, in ogni luogo e in qualsiasi momento? Qualcosa che mi possa aiutare quando nessuno di voi mi sta accanto per darmi dei consigli? Ditemi, esiste un tale mantra?” Tutti i saggi erano sorpresi dalla domanda del Re. Una risposta per tutte le domande? Qualcosa che possa funzionare ovunque, in ogni gioia, in ogni pena, in ogni sconfitta e anche in ogni vittoria?

le parole del maestro zen

Dicono che c’era una volta un re amante dell’arte che offrì un premio all’artista che riuscissi a rappresentare in una pittura la PACE perfetta. Il re osservò e ammirò molte pitture, ma soltanto due lo colpirono e dovete sceglierne una tra quelle.

un rifugio sicuro…

Dicono che c’era una volta un re amante dell’arte che offrì un premio all’artista che riuscissi a rappresentare in una pittura la PACE perfetta. Il re osservò e ammirò molte pitture, ma soltanto due lo colpirono e dovete sceglierne una tra quelle.

la vita dopo il parto

Dicono che c’era una volta un re amante dell’arte che offrì un premio all’artista che riuscissi a rappresentare in una pittura la PACE perfetta. Il re osservò e ammirò molte pitture, ma soltanto due lo colpirono e dovete sceglierne una tra quelle.

l’elefante del circo

Dicono che un giorno un nonno portò suo figlio al circo. Il bambino adorava il circo, i pagliacci, gli acrobati… e soprattutto gli animali. A funzione finita, andando verso la macchina, videro il gigantesco elefante che avevano visto in pista legato a un piccolo paletto per terra, e chiese: nonno se è così grande e così forte, come mai non strappa il paletto e scappa?

il nascondino di Dio

Dicono che un giorno Dio si stancò degli uomini. Lo seccavano in continuazione, chiedendogli sempre qualcosa. Allora decise di nascondersi per un po’ di tempo. Radunò i suoi consiglieri e chiese loro:

─ Dove mi devo nascondere? Qual è il luogo migliore?

Ho fatto te

Dicono che in un paese molto povero c’era un giovane uomo molto indignato con Dio, per tutto il male che vedeva nel mondo. Era così infuriato e arrabbiato che urlava a squarciagola domande sull’ingiustizia e il male di cui era testimone, chiedendo spiegazioni al creatore onnipotente…

Dio non sbaglia mai

icono che c’era una volta un re che aveva un servo molto fedele e saggio che in tutte le circostanze della vita, belle e dolorose gli diceva: “Mio re, tutto quello che Dio fa è perfetto, Dio ha visto il vostro dolore e se ha permesso tutto ciò...

il pacchetto di biscotti

Dicono che una volta una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d’attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla.

l’asino caduto nel pozzo

Dicono che una volta una anziana decise di andare in una casa di riposo alla morte del marito. Non aveva più nessuno di cui prendersi cura e decise di lasciare che altri si prendessero cura di lei. Aveva 78 anni, era minuta e fragile nel corpo, ma sempre sorridente e dolce nei modi. Arrivò vestita di tutto punto e con un profumo floreale che metteva di buon umore.

la stanza dell’asilo

Dicono che una volta una anziana decise di andare in una casa di riposo alla morte del marito. Non aveva più nessuno di cui prendersi cura e decise di lasciare che altri si prendessero cura di lei. Aveva 78 anni, era minuta e fragile nel corpo, ma sempre sorridente e dolce nei modi. Arrivò vestita di tutto punto e con un profumo floreale che metteva di buon umore.

l’albero dei problemi

Dicono che una volta un contadino assunse un falegname per aggiustare delle cose nella sua cascina, non lo conosceva personalmente ma gli avevano detto in città che era un bravo lavoratore e anche come un tipo onesto. Ma il primo giorno fu un disastro.

condividere i semi

Dicono che una volta c’era un contadino che aveva seminato dei fiori di una bellezza particolare, ogni giorno seminava e raccoglieva dei fiori che erano i più belli e fragranti che nessuno potesse conoscere. Ogni anno vinceva il premio ai fiori più grandi e di maggior qualità, e… com’era da aspettasi l’ammirazione di tutti nella sua regione.

aquila o gallina

Dicono che una volta un guerriero indiano incontrò un uovo di aquila, lo raccolse e lo colocò vicino a quelli di gallina che aveva nel suo pollaio per vedere cosa succedeva. Il piccolo di acquila nacque e fu allevato dalla mamma chioccia insieme agli altri suoi pulcini.

la penna multicolore

Dicono che una c’era un professore di una scuola elementare del sud d’Italia che era famoso per la sua rigidità, per la sua esigenza e per la sua fermezza. Quello che nessuno sapeva era che aveva perso molti ragazzi e bambini per strada, alcuni avevano lasciato la scuola per andare a prendersi cura dei fratelli più piccoli, altri a lavorare con i genitori perchè erano poveri e avevano bisogno di soldi, e altri erano proprio finiti male in mano a cattive compagnie.

quanto pesa l’acqua?

Dicono che una volta all’Università di Berkley, in California. Un professore della Facoltà di Psicologia fece il suo ingresso in aula, come ogni martedì. Il corso era uno dei più gremiti e decine di studenti parlavano del più e del meno prima dell’inizio della lezione. Il professore arrivò con il classico quarto d’ora accademico di ritardo. Tutto sembrava nella norma, ad eccezione di un piccolo particolare: il prof. aveva in mano un bicchiere d’acqua.

la pace perfetta

Dicono che c’era una volta un re amante dell’arte che offrì un premio all’artista che riuscissi a rappresentare in una pittura la PACE perfetta. Il re osservò e ammirò molte pitture, ma soltanto due lo colpirono e dovete sceglierne una tra quelle.

una manciata di semi

Dicono che c’era una volta un grande re aveva tre figli, e voleva sceglierne uno come erede. Era in difficoltà perché tutti e tre erano molto intelligenti, molto coraggiosi. Ed erano gemelli. Avevano la stessa età, per cui era impossibile scegliere. Per cui, il re decise di chiedere consiglio a un saggio, e il saggio gli suggerì un’idea. Diede a ognuno di loro un sacchetto di semi, e disse “Starò via qualche anno – uno, due, tre, forse di più. E per voi questa è una prova… quando tornerò mi dovrete ridare questi semi. E chi li proteggerà meglio, sarà il mio erede.”

il maestro e lo scorpione

Dicono che c’era una volta un maestro zen che vide uno scorpione annegare e decise di tirarlo fuori dall’acqua. Quando lo fece, lo scorpione lo punse. Per effetto del dolore, il maestro lasciò l’animale che di nuovo cadde nell’acqua. Il maestro tentò di tirarlo fuori nuovamente e l’animale lo punse ancora.

i due vasi per l’acqua

Dicono che c’era una volta un’anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all’estremità di un palo che lei portava sulle spalle, e che uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro era perfetto, ed era sempre pieno d’acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto. Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d’acqua…

ritrovare la pace

Dicono che c’era una volta un ebreo povero, che abitava insieme a tutta la sua famiglia in una casa piccola. Tra moglie, figli, suocera, genitori, zii e cugini… non aveva spazio nè tempo per se stesso. Non riusciva a pensare, a lavorare, nè a riposare… Era così disperato che decise di andare a chiedere aiuto al suo Rabbino…

Hai ragione

Dicono che una volta Maometto andò a predicare in una città in cui non era masi stato prima, e alcuni suoi discepoli uscirono ad accoglierlo già nella strada, prima di entrare. Uno di essi disse “qua nessuno ti seguirà, maestro, sono tutti stolti con menti chiuse e non capiscono che tu porti l’unica verità”

Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Dicono che c’era una volta un uomo molto devoto, il più devoto al mondo, molto buono, il più buono al mondo, che faceva molte opere di bene, quello che faceva più opere di bene al mondo… e che un giorno sul suo paese cadde una tale pioggia che si inondarono molte strade, tra cui la sua casa…

la rana sorda…

Dicono che c’erano una volta un gruppo di rane saltava che per il bosco. Improvvisamente, due di esse caddero in una buca profonda. Le compagne allora si raccolsero attorno alla buca e, vedendo che era profonda, giunsero alla conclusione…

la famiglia e l’asino

Dicono che c’era una volta una famiglia composta da tre persone: una madre, un padre ed un figlio di 12 anni. con Insieme, decisero di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo. Partirono tutti e tre con il loro asino. Ma ad ogni paese, le persone che li vedevano commentavano sempre.

la gente del posto…

Alle porte di un paesiello sedeva un vecchio saggio, perso nei suoi pensieri… quando arrivò uno straniero e gli chiese come erano le persone di quel paese. Il vecchio (che, come tutti i saggi, senza saperlo era molto coach) rispose alla domanda con una domanda: “com’erano quelli del paese di cui viene lei?”

la forza e l’astuzia

Alle porte di un paesiello sedeva un vecchio saggio, perso nei suoi pensieri… quando arrivò uno straniero e gli chiese come erano le persone di quel paese. Il vecchio (che, come tutti i saggi, senza saperlo era molto coach) rispose alla domanda con una domanda: “com’erano quelli del paese di cui viene lei?”

i tre setacci

Dicono che Socrate, che aveva una grande reputazione di saggezza, un giorno ricevete una visita di un uomo che voleva raccontargli una novità su un suo amico. – Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico? – Un momento – rispose Socrate – Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci…

fortuna, sfortuna, chi lo sa?!

Alle porte di un paesiello sedeva un vecchio saggio, perso nei suoi pensieri… quando arrivò uno straniero e gli chiese come erano le persone di quel paese. Il vecchio (che, come tutti i saggi, senza saperlo era molto coach) rispose alla domanda con una domanda: “com’erano quelli del paese di cui viene lei?”

il ponte tibetano

D icono che c’era una volta in un monastero un allievo che continuava a lamentarsi con il proprio maestro perché non riusciva a raggiungere mai nulla di stabile e di definitivo. L’allievo si lamentava tutti i giorni perché non riusciva a fare degli esercizi, non riusciva a raggiungere degli obiettivi ma, soprattutto, non riusciva a mantenere uno stato sereno e duraturo.

se ti ho incuriosito...