responsabilità e collaborazione

Spesso i problemi di comunicazione derivano in problemi funzionali e pratici. Viviamo in società, siamo tutti legati. Ci sembra che le altre persone non vogliano collaborare con noi, non vogliano fare la loro parte e ci arrabbiamo o rattristiamo. Peccato che questo ci fa perdere tanta energia e tempo e non ci fa migliorare la situazione. Parlare di colpe è una delle strade più veloci verso l’insuccesso.

La colpa è un’invenzione per tenere sottomesse le persone. È come una droga, che immobilizza. La colpa è qualcosa che sfugge al nostro controllo e che ci proietta verso il passato, in cui niente possiamo cambiare, aggiustare o migliorare. Dare la colpa ad altri è uno dei migliori metodi per non ottenere niente. Per quello preferisco la parola responsabilità. La responsabilità ci rende potenti, ci lega ai risultati delle nostre azioni in maniera più positiva e posibilistica, perchè si proietta e ci proietta verso il presente ed il futuro, che sono i tempi che possiamo cambiare.

Oggi voglio parlare di responsabilità e di collaborazione perchè siamo animali sociali e conviviamo con altre persone, ma spesso non sappiamo comunicare bene e questo crea malintesi e disguidi, cose date per scontate da uno in un modo e dall’altro in un’altro, ecc. Si dice spesso che quando c’è confidenza con una persona, quando la si conosce bene, non servono tante parole, ma non è sempre così. A volte le parole servono anche a chi parla per chiarire se stesso tanto quanto a chi le ascolta per comprender le variazioni di situazione, personalità o anche solo stato emotivo dell’altro. Perchè siamo essere umani, non mobili.

Parlare è l’unico modo per migliorare le cose, parlare delle nostre difficoltà, dei nostri bisogni, dei nostri stati d’animo, e rispettare quelli degli altri. Parlare prima che diventi troppo tardi, parlare prima, durante e dopo ogni cambiamento nelle situazioni, esterne o interne. Così, essendo tutti aggiornati, la squadra, il gruppo, potrà essere più efficace e prendere le decisioni migliori.

Può sembrare difficile, ma possiamo provare, alleniamoci!

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Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. Dyeril mio sacro destino

 

ancora seduzione…

Continuando con il discorso della settimana scorsa, e con l’acronimo, vedremo le altre componenti che sono rimaste senza dettagliare nel primo articolo… eravamo rimaste allo zoom…

apprezzare e disprezzare

Una delle premesse del nuovo paradigma che facciamo più fatica a interiorizzare è il fatto che si dice che la realtà è neutra, che non è nè bella nè brutta, nè positiva nè negativa, nè giusta o sbagliata. Questo succede principalmente perchè ci hanno insegnato che c’è qualcosa di corretto e perfetto e che tutto il resto deve essere aggiustato.

tirare alla cieca

C’era una volta un Maestro zen che era un vero campione nell’arte del tiro con l’arco. Una mattina invitò il suo discepolo preferito a osservare una dimostrazione della sua abilità. Anche se l’aveva visto centinaia di volte, comunque obbedì al suo Maestro. Si recarono nel bosco accanto al monastero e raggiunsero un albero di quercia.

Il piccolo principe (1943)

Oggi voglio parlare di uno dei libri classici dello sviluppo personale anche se non è scritto da un guru, ma da un aviatore e scrittore, una persona con una personalissima capacità di osservare il mondo, Il piccolo principe, amato da tutti e da tenere sempre presente quando ci troviamo troppo imprigionati nei nostri ruoli di adulti.

se ti ho incuriosito...