responsabilità e collaborazione

Spesso i problemi di comunicazione derivano in problemi funzionali e pratici. Viviamo in società, siamo tutti legati. Ci sembra che le altre persone non vogliano collaborare con noi, non vogliano fare la loro parte e ci arrabbiamo o rattristiamo. Peccato che questo ci fa perdere tanta energia e tempo e non ci fa migliorare la situazione. Parlare di colpe è una delle strade più veloci verso l’insuccesso.

La colpa è un’invenzione per tenere sottomesse le persone. È come una droga, che immobilizza. La colpa è qualcosa che sfugge al nostro controllo e che ci proietta verso il passato, in cui niente possiamo cambiare, aggiustare o migliorare. Dare la colpa ad altri è uno dei migliori metodi per non ottenere niente. Per quello preferisco la parola responsabilità. La responsabilità ci rende potenti, ci lega ai risultati delle nostre azioni in maniera più positiva e posibilistica, perchè si proietta e ci proietta verso il presente ed il futuro, che sono i tempi che possiamo cambiare.

Oggi voglio parlare di responsabilità e di collaborazione perchè siamo animali sociali e conviviamo con altre persone, ma spesso non sappiamo comunicare bene e questo crea malintesi e disguidi, cose date per scontate da uno in un modo e dall’altro in un’altro, ecc. Si dice spesso che quando c’è confidenza con una persona, quando la si conosce bene, non servono tante parole, ma non è sempre così. A volte le parole servono anche a chi parla per chiarire se stesso tanto quanto a chi le ascolta per comprender le variazioni di situazione, personalità o anche solo stato emotivo dell’altro. Perchè siamo essere umani, non mobili.

Parlare è l’unico modo per migliorare le cose, parlare delle nostre difficoltà, dei nostri bisogni, dei nostri stati d’animo, e rispettare quelli degli altri. Parlare prima che diventi troppo tardi, parlare prima, durante e dopo ogni cambiamento nelle situazioni, esterne o interne. Così, essendo tutti aggiornati, la squadra, il gruppo, potrà essere più efficace e prendere le decisioni migliori.

Può sembrare difficile, ma possiamo provare, alleniamoci!

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Quarto accordo: Fai sempre del tuo meglio. Non dovete giudicarvi, sentirvi in colpa o punirvi se non riuscite a mantenere questi accordi. Se fate del vostro meglio, vi sentirete bene.

Don Miguel RuizDon Miguel RuizI Quattro Accordi

 

la mamma felice

Dicono che c’era una volta una madre che aveva un sacco di problemi. Non dormiva, si sentiva esausta, era irritabile, scontrosa e acida. Sempre malata, finché un giorno, all’improvviso, cambiò. La situazione era uguale, ma lei era diversa.

Gli Snicci (1961)

In questi giorni in cui Torino si prepara per il pride mi capita spesso di parlare di discriminazione, non solo per ragioni di orientamento sessuale, ma di ogni genere perchè sono convinta che tutte le discriminazioni siano uguali, anzi, siano la stessa, un modo di escludere alcuni individui per una ragione, che può essere religiosa come in la vita è bella, di età o di qualsiasi tipo. Per fare un esempio, il più semplice, possiamo prendere un libro per bambini, del Dr. Seuss, scritto già in 1961, Gli Snicci.

Now you see me (2013)

Oggi voglio parlarvi di uno di quei film di cui ho amato sia il primo che il secondo e di cui aspetto con ansia il terzo, Now You See Me – I maghi del crimine, con tanti attori famosi, tra cui Mark Ruffalo, Woody Harrelson, Michael Caine e Morgan Freeman. Una meravigliosa storia in cui si mischiano la magia, la giustizia, la ribellione, l’eccellenza e la lotta fra la collaborazione e l’individualità.

immaginazione e realtà

Dopo un mese rifflettendo sul cambiamento, continueremo a parlare di accettologia, di realismo e di immaginazione. E di come l’immaginazione è un potente strumento, che può renderci liberi o schiavi, forti o deboli, a seconda di come la usiamo per dipingere il mondo passato, presente o futuro.

se ti ho incuriosito...