questione di coerenza

La settimana prossima, al primo incontro di quest’anno di fac-ciamo pace, parleremo di coerenza.  Molti dicono che in questo mondo quello che più manca è la coerenza. Ma scommetto che pochi si sono soffermati a pensare cosa vuol dire questa parola.

La coerenza dovrebbe essere una “certa” costanza logica o affettiva nel pensiero e nelle azioni. In un certo senso, sarebbe l’opposto dell’ipocrisia. Quello che molti non capiscono è che a volte sembra ipocrisia ma non lo è.

Infatti, normalmente, quando facciamo o diciamo delle cose che non  pensiamo o che non sentiamo è perchè crediamo di non avere altre possibilità. Può essere ipocrisia, può essere diplomazia, può essere persino un errore.

Parleremo della coerenza interna, che è meravigliosa ed è la base della felicità, quando quello che penso, sento, dico e faccio sono in sintonia; e la coerenza percepita dall’esterno, in cui ci sono anche possibili rumori o distrosinoi e i giudizi e i filtri dell’osservatore.

Parleremo anche della differenza tra la coerenza superficiale (orizzontale) e quella profonda (verticale). Se ci comportiamo in maniera diversa in momenti diversi non è per forza per mancanza di coerenza. Potrebbero esserci delle ragioni a livello più profondo che lo spiegano.

E, per finire, parleremo di coerenza che si evolve quando noi ci evolviamo, cuando cresciamo, quando cambiamo. Spesso per una “finta” coerenza con quello che pensavamo o sentivamo in passato potremmo non essere abbastanza fedeli a chi siamo oggi.

Vi ho incuriosito? Spero di si, vi aspetto martedì!

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