Quando posso aiutarti?

Ci sono momenti in cui ci sembra che il mondo sia contro di noi. In cui ci sentiamo piccoli, piccoli e crediamo di non poter fare nulla per uscire dalla situazione in cui ci troviamo. Ci sentiamo tanto limitati e impotenti… e ci chiediamo perchè gli altri riescono laddove noi non riusciamo…

Normalmente, in questi casi, incolpiamo gli altri, la nostra sfortuna e persino il destino… quando invece possiamo fare tanto per cambiare le cose…

... in famiglia

A volte la tua mamma è troppo pesante? è una di quelle che non capiscono che ormai siamo maggiorenni… e ci trattano come se fossimo bambini… o il tuo problema è tuo padre, che sembra non esistere da quanto è assente? o entrambi i tuoi genitori… quando serve non si trovano? non ti aiutano, non ci sono mai e quando ci sono non ascoltano…
O forse sono i tuoi figli piccoli che sanno solo fare capricci o quelli grandi che non ci ascoltano e fanno di testa loro… magari hai un fratello o una sorella che non sempre ti tratta come vorresti, come dovrebbe, come faresti tu se fossi al suo posto…

molti di noi abbiamo almeno uno di questi personaggi nella nostra famiglia, qualcuno che ci crea dei piccoli o grandi disagi, che ci rende la vita difficile o persino impossibile… o almeno così crediamo, e questa nostra credenza ci porta a sentire rancori, rabbie, tristezze, malinconie, paure, invidie, gelosie, ecc. che sembra abbiano un’origine esterna, ma potrebbero sparire solo con un piccolo cambio di attegiamento.

Quando è così, possiamo allenarci per cambiare prospettiva e cambiando prospettiva, cambiare il tuo mondo…

responsabilità e collaborazione

Spesso i problemi di comunicazione derivano in problemi funzionali e pratici. Viviamo in società, siamo tutti legati. Ci sembra che le altre persone non vogliano collaborare con noi, non vogliano fare la loro parte e ci arrabbiamo o rattristiamo. Peccato che questo ci fa perdere tanta energia e tempo e non ci fa migliorare la situazione. Parlare di colpe è una delle strade più veloci verso l’insuccesso.

includere o escludere

Spesso, quando faccio mediazioni di coppia, in famiglia o anche al lavoro, mi trovo a proporre il linguaggio inclusivo da usare al posto di quello esclusivo, e (quasi) tutti si sorprendono di quanto potere abbia un cambiamento così piccolo. Solo qualche pronome, qualche forma verbale alla prima persona del plurale e tutto cambia.

vado a dormire

Dicono che una sera una donna e suo marito, stavano seduti sul divano guardando la tv quando, ad un certo punto, lei disse “Sono stanca, è tardi, penso che andrò a letto”. Il marito annuì distratto e lei si alzò lasciandolo da solo nella sala. Andando a letto passò dalla cucina, preparò due panini per i bambini per l’indomani, sistemò le tazze e i cereali per la colazione e mise cucchiai e piattini sulla tavola per la mattina successiva.

non ti preoccupare

Una delle cose che molte volte fraintendiamo è il bisogno e l’utilità della preoccupazione, spesso mi capita di dire a qualcuno di preoccuparsi meno e mi risponde che non è possibile, che deve preoccuparsi, che se non si preoccupasse sarebbe senza cuore. Invece, il cuore non si preoccupa, non capisce niente di futuro e di passato.

... al lavoro

Hai un capo che ti fa lavorare come se tu fossi uno schiavo e ti sgrida come se fossi un bambino?
Hai dei colleghi che fanno finta di lavorare e poi ti ritrovi a dover fare di più per compensare la loro pigrizia?
Hai dei subordinati o dei collaboratori che non capiscono l’importanza delle regole e delle date di consegna?
Perdi ore e ore in rinunioni in cui non si decide niente e non si fa nient’altro che criticare il lavoro degli altri e le loro capacità…
I tuoi clienti non ascoltano ragioni e chiedono sempre tutto per ieri, con la massima qualità, e a un prezzo minimo?

Ogni giorno passiamo molte ore in ufficio, a scuola o ovunque voi lavoriate. Tante che ormai passiamo più tempo con capi, colleghi e clienti che con i nostri cari. E non sempre è un ambiente rispettoso, meritocratico e funzionale. Tanto da fare che svegliarsi e alzarsi la mattina sia il nostro incubo peggiore.

Ma possiamo cambiare le circostanze, e soprattutto la nostra percezione di esse, cambiando le credenze e i giudizi che abbiamo portato avanti per tanti anni. Ti piacerebbe vedere cosa è possibile?

responsabilità e collaborazione

Spesso i problemi di comunicazione derivano in problemi funzionali e pratici. Viviamo in società, siamo tutti legati. Ci sembra che le altre persone non vogliano collaborare con noi, non vogliano fare la loro parte e ci arrabbiamo o rattristiamo. Peccato che questo ci fa perdere tanta energia e tempo e non ci fa migliorare la situazione. Parlare di colpe è una delle strade più veloci verso l’insuccesso.

includere o escludere

Spesso, quando faccio mediazioni di coppia, in famiglia o anche al lavoro, mi trovo a proporre il linguaggio inclusivo da usare al posto di quello esclusivo, e (quasi) tutti si sorprendono di quanto potere abbia un cambiamento così piccolo. Solo qualche pronome, qualche forma verbale alla prima persona del plurale e tutto cambia.

non ti preoccupare

Una delle cose che molte volte fraintendiamo è il bisogno e l’utilità della preoccupazione, spesso mi capita di dire a qualcuno di preoccuparsi meno e mi risponde che non è possibile, che deve preoccuparsi, che se non si preoccupasse sarebbe senza cuore. Invece, il cuore non si preoccupa, non capisce niente di futuro e di passato.

Moglie a sorpresa (1992)

Oggi voglio parlarvi di un’altro dei miei film preferiti di sempre, con due dei miei attori preferiti, Steve Martin e Goldie Hawn Moglie a sorpresa, una storia fantastica perchè parla di come la fantasia può aggiustare qualsiasi cosa, di come può colorare la nostra vita e le nostre giornate, poco a poco e in maniere che la logica non potrebbe nemmeno immaginare.

... con gli amici

Dicono che gli amici sono la famiglia che ci scegliamo noi. A volte sono tutto quello che abbiamo in questo mondo impazzito in cui ognuno ha mille cose da fare. Ma a volte sono pesanti… sembrano dei bambini bisognosi…
O sono troppo occupati e ci sembra di essere sempre noi a chiamarli e di non ricevere mai una loro chiamata.
Forse abbiamo tanti amici su facebook o nella rubrica del telefono ma non sai chi chiamare quando abbiamo bisogno di una mano, perchè non ti osi… o forse ti senti obbligato a fare quello che loro propongono solo per non rimanere da solo

Molti di noi hanno almeno una di queste situazioni che si ripete nella nostra vita, da sempre, o ultimamente, ci sono periodi in cui stiamo male e che, lì per lì, sembra non possano cambiare, ma potrebbero diventare molto più sereni solo con un piccolo cambio di attegiamento.

Quando è così, ci sono delle strategie di pensiero e di cambiamenti di prospettiva che possono migliorare la nostra vita, ti va di conoscerne alcune?

lo zaino troppo pieno

Dicono che c’era una ragazzo che stava tornando a casa da scuola e si accorse che un compagno poco davanti a lui era inciampato, cadendo si era aperto il suo zaino e tutte le sue cose stavano per terra… alcuni libri, una maglietta, la calcolatrice… Il ragazzo lo aiutò a raccogliere il tutto e, siccome dovevano fare la stessa strada, lo aiutò a portare parte delle cose.

Quasi amici (2011)

Oggi voglio parlarvi di un film sull’amicizia, un’amicizia particolare tra due uomini completamente diversi in assolutamente tutto, dall’estrazione sociale, al livello economico e culturale, ai gusti musicali. Un’amicizia basata sulla loro umanità, sulla voglia di vivere, sull’umore e su una sfida…

responsabilità e collaborazione

Spesso i problemi di comunicazione derivano in problemi funzionali e pratici. Viviamo in società, siamo tutti legati. Ci sembra che le altre persone non vogliano collaborare con noi, non vogliano fare la loro parte e ci arrabbiamo o rattristiamo. Peccato che questo ci fa perdere tanta energia e tempo e non ci fa migliorare la situazione. Parlare di colpe è una delle strade più veloci verso l’insuccesso.

includere o escludere

Spesso, quando faccio mediazioni di coppia, in famiglia o anche al lavoro, mi trovo a proporre il linguaggio inclusivo da usare al posto di quello esclusivo, e (quasi) tutti si sorprendono di quanto potere abbia un cambiamento così piccolo. Solo qualche pronome, qualche forma verbale alla prima persona del plurale e tutto cambia.

... con noi stessi

Ma il rapporto più difficile spesso rimane quello con noi stessi. Perchè crediamo di avere una sola personalità e invece siamo pieni di voci nella testa, diverse voci che non sempre sono d’accordo… Le cose che ci feriscono degli altri lo fanno solo perchè hanno un’eco nella nostra testa, e lo stesso vale per le cose che resistiamo a fare, o quelle che ci ostiniamo a credere di dover fare per forza.
Nella nostra testa ci sono principi e principesse, guerrieri e contadini, preti e altri personaggi… che parlano fra loro e che vogliono decidere cosa dovremmo fare. Ma spesso ci fanno stare soltanto male e non trovano un accordo, perciò ci sentiamo bloccati in mezzo al nulla.

La buona notizia è che possiamo insegnare loro a parlare, e conoscendoci meglio, comprendere cosa c’è sotto e finalmente sbloccarci… per costruire un futuro migliore del presente.

enneagramma

Al prossimo incontro di facciamo pace, parleremo di un argomento leggermente diverso da quelli delle ultime settimane, anche se sempre utile per conoscerci meglio, comprendere cosa ci muove, le risorse, i pensieri compulsivi, ecc. La semplicità e la chiarezza del sistema lo rendono ideale per l’autoconoscenza, l’educazione, il rapporto di coppia, i rapporti sociali, l’ambito aziendale e qualsiasi dinamica di gruppo.

forza e coraggio

Abbiamo detto in diverse occasioni che il lavoro che facciamo per cambiare punto di vista prevede di “disimparare” il significato che diamo normalmente ad alcune parole. Una di queste parole è “forza”, siete come me, spesso vi sentirete dire che siete forti, ma viene usato in un modo che sembra più una condanna che qualcosa di positivo…

ce l’hai con me?

Dicono che c’era una volta, un uomo disperato dopo una giornata terribile entro in chiesa piangendo e riuscì a parlare con Dio.
— Posso farti una domanda? — chiese.
— Certo — rispose Dio.
— Promettimi che non ti arrabbierai ..
— Prometto — rispose Dio — Non sono uno che si arrabbia così facilmente…

se ti ho incuriosito...