Psicotrappole (2013)

Questa settimana sono tornata a leggere qualcosa di Giorgio Nardone, che era da molto che non leggevo, e ho scelto Psicotrappole, che parla di come spesso ci costruiamo, la nostra mente costruisce, delle trappole in cui cadiamo sperando che comportamenti che hanno funzionato in passato debbano per forza funzionare di nuovo.

Infatti, parla di psicotrappole come quelle situazioni in cui si tende a reiteriare i comportamenti che sono stati utili senza chiedersi se la situazione sia cambiata. Quando cadiamo nella psicotrappola ci risulta più facile aumentare lo sforzo che osservare la situazione da un altro punto di vista. Ed è proprio questo che propone come psicosoluzioni, quello che noi normalmente chiamiamo compensare...

Ci sono le psicotrappole del pensare, come l’inganno delle aspettative, l’illusione della conoscenza definitiva, il mito del ragionamento perfetto, la fede nel <<sentire>>, il pensiero positivo, la coerenza ad ogni costo o la tendenza a sopravalutare o sottovalutare.

Poi ci sono le psicotrappole dell’agire, come l’insistere, il rinunciare o arrendersi, la mania del controllo, l’evitamento e il rimandare, l’aiuto che danneggia e il difendersi preventivamente, e persino il socializzare tutto.

Per finire, Nardone ci riassume alcune combinazioni di queste psicotrappole legate ad altrettanti comportamenti psicopatologici, come le fobie, le ossessioni, la paranoia, l’ipocondria, la depressione, la bulimia e il bing eating…

Chiaramente tutti questi sono comportamenti normali, diventano psicotrappole solo quando vengono usati senza attenzione alle situazioni e ai risultati, sempre.

L’avete letto? Vi è piaciuto? Raccontatemi la vostra esperienza con il libro… vi va?

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