prendersi le proprie responsabilità

Per finire il discorso su come analizziamo gli altri, il mondo e noi stessi, sugli aprezzamenti e le valutazioni, e sui sentimenti base, e per iniziare ad introdurre il discorso sull’accetologia che riprenderemo al prossimo incontro di facciamo pace, potremmo dire che il passo successivo per rendere utili queste riflessioni è prenderci le nostre responsabilità. Scelte nel modo corretto, quelle proporzionali, quelle funzionali che possono portarci dove vogliamo andare.

Il discorso delle responsabilità è complesso, ne abbiamo già parlato più volte, soprattutto perchè spesso viene frainteso e utilizzato da chi vuole manipolarci usando i nostri sensi di colpa. Ma anche perchè in un rapporto, in una relazione, ci sono corresponsabilità, e non è semplice capire fino a dove arriva la reponsabilità dell’uno e dove inizia quella dell’altro. Soprattutto perchè sono interrelazionate e non è facile capire chi inizia e chi risponde.

Per cominciare, perchè siamo abituati a pensare che quello che succede dentro di noi dipende da quello che succede fuori, quando questo è solo la metà della storia. Perciò per riprenderci la responsabilità in una relazione dobbiamo iniziare dal prenderci la responsabilità delle nostre emozioni, delle nostre credenze e della nostra visione del mondo.

Poi, per ogni interazione, bisogna prenderci la responsabilità della nostra parte di essa, sia che siamo noi ad iniziare a parlare o che stiamo rispondendo alle parole dell’altro. In ogni interazione in cui non otteniamo quello che ci aspettiamo è facile pensare che è tutta responsabilità dell’altro (perchè noi abbiamo fatto del nostro meglio e lui o lei no). Invece, se pensiamo di avere parte di responsabilità, di non aver capito qualcosa e di non aver agito adeguatamente per questa ragione… abbiamo molte più possibilità di cambiare la situazione.

Ma non è tutto prenderci più responsabilità, è anche non prendersi quelle che non sono nostre. Così come è nostra responsabilità la nostra felicità, le nostre emozioni e le nostre credenze, non lo sono la felicità degli altri, le loro emozioni o il loro modo di vedere il mondo. La maggior parte di noi perde molte energie e tempo inutilmente sentendosi colpevoli e cercando di cambiare le cose che non sono nostra responsabilità.

Ci avevate pensato? Vi ho incuriositi? Venite e parliamone…

0 Comments

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Annusa spesso il formaggio così da sapere quando sta invecchiando

 

sfruttare tutto al massimo

Nella settimana scorsa sono andata al mare ogni giorno, dalla matina alla sera, sui lettini, sotto gli ombrelloni, per la prima volta nella mia vita. Qualcuno ha sentito il bisogno di dirmi che non potevo non fare il bagno, che non potevo non prendere il sole, che dovevo sfruttare al massimo le giornate. E ho pensato di condividere con voi la mia riflessione sull’argomento.

il prezzo più alto

Dicono che c’era un gioielliere seduto alla scrivania che guardava distrattamente la strada attraverso la vetrina del suo elegante negozio quando una bambina si avvicinò e schiacciò il naso contro la vetrina. I suoi occhi color del cielo si illuminavano vedendo quegli oggetti esposti.

Anatomia dello Spirito (1996)

Questa estate ho conosciuto (letto) per la prima volta Caroline Myss, una divulgatrice intuitiva e saggia, e mi sono innamorata, mi sono bevuta tre libri senza mai stancarmi del suo modo di raccontare perchè è molto in sintonia con i miei altri maestri. In questo Anatomia dello Spirito, I sette livelli del potere personale mischia e cucina insieme elementi di diverse religioni e spiritualità con un gusto squisito e una chiarezza impressionante.

un punto alla volta

Oggi voglio parlarvi di un’altro dei workshop o piccoli eventi tematici, che stiamo preparando per l’anno prossimo. Si tratta di una giornata di cucito creativo e coaching e si chiama “cambiamo il mondo, un punto alla volta”. Sarà un momento di riflessione, di formazione e di allenamento, e useremo il cucito come attività pratica in cui concentrarci, e con cui mettere in moto delle capacità che poi potremo usare in altri momenti della nostra vita.

conoscenza e saggezza

Una delle cose che trovo molti confondano sono i termini conoscenza e saggezza. Io li uso spesso come cose molto diverse e la gente mi guarda come dicendo “non sono la stessa cosa?” perciò oggi voglio parlarvi delle differenze, per me così ovvie, fra le due, sperando di riuscire a farle vedere anche a voi.