perchè parli?

Lo chiedo davvero, non è una domanda non retorica… che, come dicevamo ieri all’evento di facciamo pace, dovremmo farci molto più spesso se vogliamo riprendere in mano la nostra vita, la cocreazione della nostra vita, la corresponsabilità di quello che ci accade. Perchè parliamo quando parliamo?

Perchè, inteso come qual’è l’obiettivo del nostro parlare. Cosa vogliamo ottenere con le nostre parole. Ci basta essere ascoltati? o vogliamo convincere chi ci sta ascoltando? vogliamo ottenere qualcosa dal nostro interlocutore? il suo rispetto, la sua compassione, il suo aiuto, il suo rispetto, la sua complicità?

Questa domanda è molto importante perchè spesso la comunicazione è deludente, ci sentiamo incompresi, perchè non raggiungiamo i nostri obiettivi, ma non siamo abbastanza consapevoli di quali essi erano. Come se il problema fosse la comunicazione, ma in realtà il problema è molto più in profondità.

Ricordo molte situazione della mia vita in cui qualcuno mi diceva “non so come parlarti di questo argomento“, e ho sempre pensato di essere una con cui si poteva parlare di qualsiasi cosa. Ma per loro “parlare di questo argomento” voleva dire convincerti (o obbligarti) a fare quello che io reputo meglio rispetto a questo argomento, anche se tu la pensi in modo contrario.

In quel caso, loro colpevolizzavano me, mi etichettavano come una con cui non si poteva parlare, e io non avevo le risorse per dire loro che il problema non era cercare le parole giuste ma comprendere che se non facevo quello che volevano era perchè avevo delle idee diverse, delle credenze diverse e delle emozioni che mi portavano in altre strade.

Adesso, con quello che so, vi posso assicurare che, anche se il potere delle parole è infinito, per cambiare, bisogna farlo da un livello più profondo, quello delle credenze e quello delle emozioni. Perciò, sia che vogliamo convincere qualcuno a fare qualcosa o che vogliamo cambiare rotta noi stessi, sarà qui che dovremmo agire.

Quale emozione e quali credenze sto trasmettendo, quali sta ricevendo e introiettando il mio interlocutore. Questo è funzionale all’obiettivo della mia communicazione? Se no… cosa posso cambiare?

Cosa ne pensate? C’eravate all’incontro? Qualcosa da aggiungere?

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Pensa agli altri, ci dice la società. Ama il prossimo tuo, esorta la Chiesa. A quanto pare, nessuno si ricorda mai del "come te stesso". Se è vero che vuoi conseguire la felicità nel presente, proprio questo, invece, dovrai imparare a fare: amare te stesso.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

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