non ti preoccupare

Una delle cose che molte volte fraintendiamo è il bisogno e l’utilità della preoccupazione, spesso mi capita di dire a qualcuno di preoccuparsi meno e mi risponde che non è possibile, che deve preoccuparsi, che se non si preoccupasse sarebbe senza cuore. Invece, il cuore non si preoccupa, non capisce niente di futuro e di passato. Non può preoccuparsi per molte cose ma solo “occuparsi” di una alla volta. È la mente che si preoccupa, che continua a correre avanti e indietro cercando pericoli e possibili minacce.

Mentre scrivevo questo post ho ricevuto una lezione in diretta per ribadire l’argomento, la condivido con voi perchè è un esempio molto chiaro. Mia figlia quindicenne non è arrivata in tempo dopo la scuola. Ho aspettato i soliti 15 minuti, 20, e ho inziato a chiedermi se forse aveva altri piani che io sapessi, ma ero sicura che non mi aveva detto niente, anche mia figlia piccola confermava; 30, ero sempre più nervosa e nella mia mente hanno cominciato ad accumularsi idee e pensieri, anche se ancora le vocine che mi dicevano di stare tranquilla erano più forti; 45, iniziavo a dubitare di me stessa e della maggior parte delle mie convinzioni, a pensare che comunque il mondo è anche un posto pericoloso e che potrebbe essere successo qualcosa di brutto

La storia finisce con che, dopo più di un’ora di pensieri contrastanti e di battaglia nella mia testa, mi decido a chiedere a suo padre se sa dov’è. Lui, che non sapeva niente fino a un minuto prima e che era fresco e sereno, mi chiede se ho chiamato le sue amiche. Pensandoci bene ha senso. Chiamo la prima che mi viene in mente, quella da cui va più spesso, e la trovo. Ho pianto per il sollievo. Lei mi ha chiesto scusa ma non c’era niente da scusare.

E la chiamo lezione perchè l’ho usata per ribadire due cose: che la preoccupazione ci immobilizza, come un sedativo, come una droga, ci oscura la mente e ci nasconde le soluzioni più banali, e che la sua azione era stata solo un piccolo sbaglio, una dimenticanza, e che tutto il resto del castello di cose terribili l’avevo costruito da sola.

Un tempo mi sarei arrabbiata, sentita offesa e presa in giro e avrei desiderato punirla per chè non dimenticasse l’importanza e l’effetto su di me delle sue azioni. Oggi capisco che ho fatto tutto la sola, che è stata la mia preoccupazione l’unico problema e voglio sfruttare il mio tempo e energie per non dimenticare io l’importanza di questo…

Può sembrare difficile, ma possiamo provare, alleniamoci!

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