Non c’è notte che non veda il giorno (2013)

Questa settimana torniamo a parlare di un’altro libro di Giorgio Nardone: Non c’è Notte che Non Veda il Giorno, dedicato alla terapia in tempi brevi per gli attacchi di panico, e la gestione della paura, un problema molto più diffuso di quanto sembra.

Anche se quel che ci fa paura è diverso, l’altezza, la folla, i luoghi chiusi, volare, perdere le persone care, gli ascensori, ecc. c’è qualcosa che li accomuna tutti. In questo libro Nardone ci spiega
come affrontarli con il suo innovativo modello terapeutico, che si è
dimostrato sul campo il più efficace tra quelli finora elaborati.

Infatti, ci svela i meccanismi che portano a questo tipo di patologia, aprendo una finestra sugli enigmi della mente umana. Il metodo si basa su un’idea semplice ma efficace: conoscere un problema partendo dalla sua soluzione, invece di interessarsi al perché i disturbi vengono a formarsi…

 Con raffinate tecniche di suggestione ipnotica, trabocchetti comportamentali e «benefici imbrogli» possiamo aggirare la
resistenza al cambiamento del paziente, con risultati sorprendenti
per efficacia, brevità e bassi costi economici.

 Di solito, il problema viene minimizzato: «Non è niente, sei tu
che ti costruisci tutto. Non è una malattia fisica, è solo la tua paura». Ma, questa affermazione di buon senso popolare non tiene conto del fatto che un male immaginario è peggiore di uno reale e può diventare, nei suoi effetti, più reale di qualunque realtà.

Partendo dall’analisi psicofisiologico del panico, e dalle tipologie e caratteristiche della paura patologica rispetto a quella fisiologica, arriva a tratteggiare in qualche modo le fasi di un intervento strategico sui disturbi da panico con le sue quattro fasi.

L’avete letto? Raccontatemi la vostra esperienza con il libro… vi va?

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Quelli che riconoscono che i problemi fanno parte della condizione umana, e che non misurano la felicità dall'assenza di problemi, sono gli esseri più intelligenti che si conoscano, e sono anche i più rari.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

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