Il mondo nuovo (1946) e 1984 (1949)

Anche oggi voglio parlarvi di un paio di libri vecchi, anzi tre, due storie scritte negli anni 50 che immaginavano un futuro che non si è poi avverato, almeno non in tutto. Due storie diverse, scritte da due persone che immaginavano futuri diversi, persino opposti, anche se in molti aspetti simili, uno molto conosciuto, l’altro molto meno ma… secondo me molto più azzeccato rispetto a come è veramente evoluto il nostro mondo, anche se non così esageratamente…

I libri sono Il mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo di Aldus Huxley e 1984 di George Orwell, due storie distopiche (opposto di utopiche in quanto irreale ma allo stesso tempo non desiderabile). E ve ne parlo perchè quando sono stati scritti parlavano di a cosa saremmo potuti arrivare come società se inseguivamo e facevamo diventare sistemiche, esagerate e obbligatorie soluzioni drastiche per evitare alcune tendenze naturali dell’individuo.

Huxley crea un mondo futuro in cui l’individuo cede la sua autonomia in cambio di una felicità che in realtà è più che altro “comodità“. Spariscono scienza (come scoperta legata alla curiosità individuale), religione (come soluzione ai problemi esistenziali) e arte (perchè troppo legato alle emozioni umane. Si prospetta una società tipo quelle degli insetti, un alveare composto da membri intercambiabili creati in laboratorio e perfezionati tecnologicamente, e la cui vita viene controllata in una finta libertà (finta perchè condizionata ipnoticamente con dei messaggi prima della nascita e durante la crescita), in cui e tutto quello che c’entra con la natura è considerato retrogrado e osceno.

Orwell, invece, crea un mondo futuro in cui l’individuo cede la sua autonomia per una grandissima paura, per non avere delle responsabilità, per avere una vita semplice nell’ignoranza e nella negazione di qualsiasi uso della propria capacità di pensare, questionare, persino ricordare. La prospettiva è molto più buia. Con tutti che controllano tutti per mantenere un sistema (creato e mantenuto da quello che chiamano il grande fratello) disumano, ipocrita e che sfrutta paura e malessere per convertirli in odio.

In entrambe le versioni l’individuo smette di pensare con la propria testa. Per leggere i libri online e anche per fare un confronto ho trovato questa vignetta meravigliosa in questo post

Li avete letto? Cosa ne pensate?… Aspetto i vostri commenti…

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Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. Dyeril mio sacro destino

 

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