modestia a parte

Abbiamo già parlato di come questo momento storico la società ci voglia sempre più mediocri perchè siamo più facili da gestire, e di come questo renda sempre più difficile spuntare come individui e trovare la nostra strada, la nostra missione e portarla a termine… anche se le risorse e le potenzialità continuano ad aumentare. E, per fare questo ci vuole anche modesti.

Io e la modestia non siamo mai andate molto d’accordo. Infatti, spesso sono stata ettichettata come immodesta, vanitosa, sfacciata… semplicemente perchè dicevo di saper fare delle cose, perchè parlavo apertamente delle mie capacità, potenzialità, perchè rispondevo alle domande sincera e sicura di me stessa.

La gente, nella loro superficialità non riesce a capire la differenza fra la vanità e l’immodestia. La differenza più importante è il confronto con gli altri, quando dico di essere brava sto scomettendo su di me, se rispondo a una domanda con la versione migliore di me sto semplicemente dandomi l’opportunità di diventarlo sempre di più, è un segno di forza. Invece, quando mi vanto, sto dicendo di essere migliore di qualcuno, non sto più parlando della mia bravura. Sto svalutando gli altri per poter spuntare, e questo è un segno di debolezza.

Infatti, sia coloro che si vantano di qualsiasi cosa, che ti raccontano i propri meriti per farti sentire che i tuoi sono meno, sono gli stessi che pensano tu ti stia vantando quando semplicemente parli di quello che sai di essere o di saper fare. Per loro tutto è una gara, o vincono loro o devono smontare e sminuire l’avversario. Ed io provo tanta compassione per chiunque lo fa, quando lo fa.

Persino per me, quando mi scappa. Perchè anche a me scappa, a volte, di guardare, ascoltare, o pensare a qualcuno e chiedermi “ma chi si crede di essere?” dimenticando che i suoi atteggiamenti sono solo mostra di una debolezza inconscia e inconsapevole. Ma mi accorgo sempre più in fretta, scendo dalla navicella dei confronti e riprendo la mia strada, come dicevo, piena di compassione.

Può sembrare difficile, ma possiamo provare, alleniamoci!

0 Comments

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È più sicuro cercare nel labirinto che rimanere in una situazione senza formaggio

 

come e quando cambiare?

Ieri all’evento di facciamo pace, abbiamo parlato, come promesso di cambiamento, di quando e come cambiare, nel modo più semplice ed efficace, che è allenandoci poco a poco, dividendo il problema in piccoli problemi e attaccandoli uno ad uno, con un processo continuo che ci renderà sempre più capaci.

non ti preoccupare

Una delle cose che molte volte fraintendiamo è il bisogno e l’utilità della preoccupazione, spesso mi capita di dire a qualcuno di preoccuparsi meno e mi risponde che non è possibile, che deve preoccuparsi, che se non si preoccupasse sarebbe senza cuore. Invece, il cuore non si preoccupa, non capisce niente di futuro e di passato.

l’alieno curioso

Dicono che un giorno un alieno atterrò con la sua astronave sulla Terra. Era un ricercatore, un eterno studente che amava viaggiare nello spazio alla ricerca di altre forme d’intelligenza con cui confrontarsi per ampliare le sue capacità e possibilità. Una volta aperto il portello, si trovò davanti edifici in rovina, strade dissestate, esseri umani intenti a chiedere l’elemosina.

Reinventa Te Stesso (2009)

Un altro libro molto interessante parlando di cambiare è il meraviglioso Reinventa te stesso, di Steve Chandler, che ci spiega come possiamo cambiare quello che siamo, in qualsiasi momento, se non ci piace quello che siamo diventati, perchè non siamo oggetti ma persone in divenire…

Split (2016)

Oggi voglio parlarvi di un thriller psicologico molto speciale, Split, scritto e diretto da M. Night Shyamalan, una storia terribile sulle personalità multipli e le loro caratteristiche, psicologiche e persino fisiche… ma anche su come si formano e perchè, secondo una teoria molto speciale, sono il prossimo passo dell’evoluzione umana.

se ti ho incuriosito...