ma… tu, ti ami?

Dopo l’incontro della settimana scorsa di facciamo pace, parlando di quanto ci conosciamo siamo finiti a parlare di quanto dipendiamo gli uni dagli altri e ho avuto una delle mie piccole illuminazioni sull’amore incondizionato e sulle basi su cui si possa costruire.

Il fatto è che si parlava di aspettative e di quanto poco serva per costruire un mondo dietro una aspettativa. Per esempio, quando una persona dice che parteciperà ad un evento o che verrà ad una certa ora o cheforse farà una certa cosa. Partendo dalle parole dette, chi le ha ascoltate si fa dei programmi nella sua mente e spera, anzi si “aspetta”, che questo programma si avveri. Se poi non si avvera di produce un certo sconforto, ed è naturale.

Quello che è variabile è la portata di questo sconforto. E, secondo me e tra le altre cose, varia in funzione di quanta importanza diamo agli altri e a noi stessi, di quanto amiamo gli altri e noi stessi.

Perchè quando amiamo tanto noi stessi, non siamo in balia di quello che succede fuori. Quando amiamo tanto noi stessi investiamo più in noi stessi e non investiamo così tanto negli altri. Impariamo a dire di no ed evitiamo gli investimenti sproporzionati che portano a sentirci male se non succede quel che avevamo previsto.

E potrebbe essere questa la base migliore su cui costruire il vero amore incondizionato, perchè le condizioni servono solo quando non amiamo abbastanza noi stessi, quando dipendiamo degli altri per farlo.

 Diffatto questo è il vero senso dei nostri incontri, conoscere noi stessi, imparare ad amarci e imparare cosa e chi può farci felici o tristi. Capire che alla fine dipende da noi, che senza il nostro permesso niente e nessuno può farci del male o del bene.

Che ne dite? Vi ho incuriositi? Vi aspetto al prossimo evento!

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