lo zaino troppo pieno

Dicono che c’era una ragazzo che stava tornando a casa da scuola e si accorse che un compagno poco davanti a lui era inciampato, cadendo si era aperto il suo zaino e tutte le sue cose stavano per terra… alcuni libri, una maglietta, la calcolatrice… Il ragazzo lo aiutò a raccogliere il tutto e, siccome dovevano fare la stessa strada, lo aiutò a portare parte delle cose.

Non l’aveva mai notato tra tutti i compagni ma mentre caminavano venne a sapere il suo nome, le cose che amava fare e che aveva tanti problemi a scuola, soprattutto con la matematica, e che era appena stato mollato dalla fidanzata. Quando arrivarono a casa del compagno, i suoi genitori lo invitarono a entrare e a fare merenda e passarono un pomeriggio sereno in amicizia.

Poi il ragazzo andò a casa, ma da allora erano diventati amici, spesso pranzavano insieme e chiacchieravano durante lunghe ore. Studiarono insieme tanti anni e, cinque minuti prima della lor graduazione il compagno chiese al ragazzo di allontanarsi un attimo dal frastuono generale per dirgli una cosa importante.

—Volevo ringraziarti di questi anni di amicizia — iniziò — e dirti una cosa molto importante che non sa nessuno e voglio la sappia solo tu.
— Non c’è niente da ringraziare — rispose il ragazzo — siamo amici, io sono tuo amico come tu lo sei mio… no?
— Si. Assolutamente, ma non è solo quello. Ti ricordi il giorno che ci siamo conosciuti? — chiese.
— Come dimenticarlo, eri così imbranato e così carico… se non fossi inciampato forse non ci saremo mai conosciuti… — disse ridendo
— Non ti sei mai chiesto perchè ero così carico? — disse con voce tremante
— C’era una ragione? — chiese perplesso
— Avevo raccolto tutto perchè nessuno dovesse farlo al posto mio. Avevo rubato alcune pastiglie per dormire a mia mamma e avevo deciso di farla finita. Ero disperato e credevo che la mia vita non avrebbe potuto migliorare. Ma il pomeriggio con te mi ha fatto vedere quanto mi sbagliavo. Volevo che sapessi che quel giorno mi hai salvato la vita.  volevo ringraziarti perchè se mi sto graduando e se sono ancora qui lo devo a te.

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Jostein GaarderJostein GaarderC'è nessuno?

 

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