libertà e responsabilità

Oggi voglio parlarvi di una delle parole che, nel mio lavoro, trovo che crea una grande confusione, e dove c’è confusione possiamo ottimizzare portando consapevolezza. La parola è “Responsabilità”. Secondo l’etimologia della parola, è la capacità di rispondere e con uno sguardo attento possiamo vedere che ha due modalità, da una parte è l’abilità di rispettare gli impegni e dall’altra la capacità di accettare le conseguenze delle proprie azioni.

Ma questa doppia versione nella pratica può essere contradittoria, quando si confonde la responsabilità con l’ubbidienza, essere responsabile è una cosa limitante. Quando si obbliga a rispettare degli accordi e degli impegni che non sono stati né propostiaccettati, ma che sono stati imposti unilateralmente e senza un vero accordo tra le parti.

Quelli che normalmente chiamiamo “doveri“, e che non sono altro che aspettative di altri nei nostri confronti, più o meno condivise, più o meno accettate… Quelli che ci definiscono come persone responsabili secondo la società, e che non fanno altro che distrarci dal nostro reale sviluppo e condizionarci a diventare quello che è più utile alla società… anche se è meno utile a noi stessi.

Io preferisco l’accezione in cui la responsabilità è l’altra faccia della libertà, in cui io sono responsabile delle conseguenze delle mie azioni e per tanto libero di scegliere cosa fare. In questo modo non facciamo quello che dovremo ma quello che crediamo sia meglio.

All’inizio è più difficile perchè tutti si aspettano qualcosa di diverso, perchè hanno paura che non riusciamo a farcela con la nostra testa, per proteggerci, perchè dal momento che non siamo abituati a pensare con la nostra testa, potremmo fare degli sbagli, ma… con la pratica… diventiamo bravi a discernere e prendiamo decisioni migliori.

E tu, cosa preferisci?

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