non so perchè la chiamano zona di comfort…

Mi sono sempre chiesta perchè la chiamano Zona di Comfort, quando si tratta di uno spazio in cui non ci troviamo bene per niente, dovrebbero trovare un’altro nome. Per esempio “zona di sopravvivenza, di conservazione, di salvezza“, “nascondino“, o “freezer“. O, come dicono i bambini quando giocano “casa“.

Mi spiego meglio, la cosidetta zona di comfort è uno spazio protetto inventato dall’ego per tenerci in salvo, per proteggerci e impedirci di combinare guai, di farci del male o persino di morire. Peccato che l’ego ha tre grandi difficoltà: è un fifone, è un po’ masochista ma soprattutto non capisce la differenza fra le cose vere e quelle immaginate. Perciò spesso ci protegge anche della possibilità di migliorare, di guarire, di cambiare.

Vi faccio un esempio con cui capirete subito il mio ragionamento. Quando lavoro con bambini e si prendono una botta, noi offriamo loro il giaccio ma spesso lo rifiutano. Col giaccio starebbero meglio, ma hanno paura del freddo, che peggiori il dolore, come hanno paura che li versiamo del disinfettante o che li tocchiamo con la salviettina per pulirli.

Questa è la zona di comfort, è scegliere il male minore, pensando che dall’altro lato c’è un male maggiore… ma ci tiene lontani dal bene possibile, probabile o improbabile che sia.

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non dovevi

Una di quelle frasi che molti ripetono per “educazione” senza pensare bene cosa vuol dire, cosa stanno dicendo in realtà è “non dovevi”. Tipo quando ricevono un regalo, un favore, una spiegazione. Oggi vorrei riflettere un secondo su quanto possa essere distruttiva questa frase.

Anatomia della Coppia (2015)

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Replicas (2018)

Questa settimana, voglio parlarvi di un film fantascientifico americano, con il grandioso Keanu Reeves, (che ricordiamo per il ruolo di Neo in Matrix): Replicas. Un film che riprende uno degli argomenti più classici, quello della non accettazione della morte, e del desiderio di risurrezione degli esseri che amiamo.