la trave marcia

Dicono che c’era, in un piccolo paesino, una piccola chiesetta costruita nel Settecento. Non era una chiesa importante, con dei bei dipinti o sculture, ma era molto amata. Era stata costruita per ringraziare il santo patrono del paese perchè la guerra non aveva fatto troppi danni.

Una notte, nel ventunessimo secolo, una porzione di tetto cadde per una trave marcia. Il rumore svegliò tutti in paese. Ringraziando Dio che fosse accaduto di notte quando era completamente vuote, i feligresi si avvicinarono alla piazzetta davanti alla chiesa un po’ per curiosità e un po’ per preoccupazione.

Tutti parlavano di come recuperare la chiesa, di come ricostruire il tetto, della trave che si era rotta. C’era chi diceva che sarebbe meglio ricostruire con materiali più moderni, chi diceva che sarebbe stato meglio ricostruirla com’era visto che era durata 200 anni.  ma non si .

Mentre il prete spiegava come non era facile trovare i legni che c’erano un tempo, che per fare una trave forte, lunga e larga come quella che si era rotta serviva un albero di più di 200 anni arrivò un chiericchetto con un pezzo di carta.

– Padre, padre, vicino alla trave che è caduta c’era questo bigliettino…

Il prete sorrise sereno, il biglietto diceva dove trovare un albero di quell’età, l’avevano piantato gli stessi preti che avevano costruito la chiesa, in un atto di lungimiranza senza pari al giorno d’oggi in cui tutto è veloce e abbiamo perso il contatto con i ritmi della vita.

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