la storia delle carote

Dicono che c’era una volta un professore che cercava di spiegare ai suoi allievi che dovevano fare del loro meglio, indipendentemente dalle loro circostanze. E loro continuavano a trovare scuse per non fare delle cose. La maggior parte di queste scuse si riferivano alla incertidumbre nei risultati. Al fatto che non tutto dipende da noi, almeno non nel modo in cui vorremmo.
— Non vale la pena — diceva uno, svogliato — alla fine ci sono troppe cose che non dipendono da noi, troppi fattori nell’equazione. Ogni volta che ce la mettiamo tutta con un progetto, alla fine c’è qualcosa che non va come dovrebbe e ci troviamo come prima ma con meno energie…

— È vero! — disse un compagno — Non importa quanto uno studi, s’impegni o si prepari, alla fine se sei piccolo non puoi fare niente… Forse per lei è diverso…
— O forse no. Anche lei sicuramente ha fatto delle cose che non sono andate come voleva, o non sarebbe qui! — disse uno dei ragazzini ridendo.

— È sicuramente vero che non tutto dipende da noi, — disse il maestro—  ma è anche vero che se noi non facciamo la nostra parte, nessuno la farà per noi. Se noi non facciamo del nostro meglio, se non ce la mettiamo tutta, non potremo mai lamentarci. Anche se non possiamo assicurarci che tutto vada come vogliamo, almeno la nostra parte, fatta al meglio aumenterà le probabilità di riuscita…
I ragazzi ascoltavano curiosi ma non erano ancora convinti.

— È un po’ come la storia delle carote, ricordate quel ragazzino che aveva degli occhiali spessi che lo facevano sembrare sfigato, anche se mangiava tante carote. Quando spiegai che le carote aiutavano a migliorare la vista lui disse “non è vero, io sono l’esempio che dimostra che non è vero”. Qualcuno ricorda cosa risposi io?
— Pensa se non avessi mangiato le carote! — dissero tutti all’unisono, e capirono perfettamente.

 

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Incamminatevi sul sentiero della manifestazione della vostra spiritualità praticando l'amore incondizionato. Realizzerete la divina connessione liberandovi di tutti gli strumenti dell’io: giudizio, ira, moralismo, prediche, odio, rancore...

Wayne W DyerInventarsi la vita

 

Psicotrappole (2013)

Questa settimana sono tornata a leggere qualcosa di Giorgio Nardone, che era da molto che non leggevo, e ho scelto Psicotrappole, che parla di come spesso ci costruiamo, la nostra mente costruisce, delle trappole in cui cadiamo sperando che comportamenti che hanno funzionato in passato debbano per forza funzionare di nuovo.

Malati di sesso (2018)

Anche questa settimana, una commedia italiana, Malati di sesso, con Francesco Apolloni, che oltre a protagonista è anche sceneggiatore e Gaia Bermani Amaral. Una commedia sentimentale sull’amore e il sesso, sulle donne e gli uomini, molto più simili di quanto normalmente ce li raccontino.

ma… tu, ti ami?

Dopo l’incontro della settimana scorsa di facciamo pace, parlando di quanto ci conosciamo siamo finiti a parlare di quanto dipendiamo gli uni dagli altri e ho avuto una delle mie piccole illuminazioni sull’amore incondizionato e sulle basi su cui si possa costruire.

amore, in che senso?

Spesso mi capita di sentire delle persone che dicono che l’amore per gli animali o “ricevuto” dagli animali è meglio di quello delle persone. Dicono che i cani siano più fedeli, che ci amino incondizionatamente e che sia meglio avere affianco un cane che un uomo…