la borsa di pistacchi

Dicono che c’era, in un paesino in montagna, un saggio famoso e ammirato per la sua parsimonia e la sua serenità in ogni circostanza, pronto a rispondere alle domande di chiunque e capace di spiegare molto più chiaramente i desideri di Dio e le sue ragioni nascoste. Un giorno, gli si avvicinò un ragazzo orfano, povero e molto timido e gli chiese perchè Dio avesse voluto, proprio lui, così sfortunato…

— Buon giorno, caro… capisco che tu ti senta così, ma questo è solo un tuo pensiero, non è la realtà.
— Volete dire che tutto quello che ho raccontato sono bugie? Vi posso assicurare che non mento…
— No, no, tranquillo, non è questo che voglio dire, ti spiegherò meglio. Hai mai comprato una busta di pistacchi col guscio?

Il ragazzo annuì. Subito doppo il saggio si fecce portare una busta di pistacchi e la sparse su pavimento davanti a loro.
— Vedi questi pistacchi? Nella borsa c’è scritto pistacchi col guscio, ma ci sono anche gusci senza pistacchio e pistacchi senza il guscio… vero? — il ragazzo annuì ancora molto incuriosito dall’ovvietà delle parole che avrebbero dovuto essere illuminanti.
—Se ti dico di contare i gusci vuoti, quanti ne vedi?— Il ragazzo li contò ed erano più di quanti si aspettava.
— Se adesso li nascondo e ti chiedo quanti pistacchi sgusciati c’erano,— disse coprendoli— sapresti rispondermi?
— Secondo la logica…— continuò il saggio— dovrebbero essere un numero equivalente. Ma non li hai visti perchè guardavi solo quelli vuoti.
— E, l’ultima domanda, quanti pistacchi col guscio ci sono? Il doppio, il triplo, molti di più?

La perplessità del ragazzo continuava ad aumentare. E pure le domande nella sua testa. Cosa c’entravano i pistacchi con lui e le sue sfortune?
— Tutto questo sacchetto rappresenta la tua vita, i gusci vuoti sono le sfortune, i pistacchi senza guscio sono le cose meravigliose che ci capitano e i pistacchi col guscio le cose normali che diamo per scontate. Se ci ostiniamo a pensare che siamo sfortunati, vedremo solo quei gusci senza niente dentro.
— A differenza del sacchetto, che possiamo svuotare sul pavimento e osservare prima di mangiarlo, la nostra vita la possiamo vedere solo dopo. Solo quando è passata possiamo contare i giorni belli e i brutti. E renderci conto delle proporzioni, e delle nostre fortune. Ma in ogni momento possiamo sperare, confidare, credere… che per ogni guscio vuoto ci sarà un pistacchio già sgusciato, da qualche parte, e iniziare a cercarlo…

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