immaginazione e realtà

Dopo un mese rifflettendo sul cambiamento, continueremo a parlare di accettologia, di realismo e di immaginazione. E di come l’immaginazione è un potente strumento, che può renderci liberi o schiavi, forti o deboli, a seconda di come la usiamo per dipingere il mondo passato, presente o futuro.

Partiamo dalla consapevolezza che l’immaginazione di per se non è nè bella nè brutta, nè buona nè deleteria, è solo uno strumento e il suo utilizzo dipende da noi e dalla nostra identificazione con essa. Possiamo dire che tutto quello che non posso vedere e toccare qui e ora, è immaginazione. Secondo Gerardo Schmedling, il passato, il futuro, e persino Parigi se sono a Torino… per me non sono realtà ma sono solo immaginazioni nella mia testa.

Dal momento che su queste situazioni con cui non posso avere un rapporto diretto qui e ora, ho solo pensieri che possono essere più o meno inquinati dalle mie credenze e delle mie emozioni. E che le credenze ed emozioni variano da una persona ad altra… Se prendo decisioni basate sulla mia immaginazione come se fosse una realtà è facile che sbagli.

La buona notizia è che non bisogna rinunciare all’immaginazione, ma solo usarla produttivamente, non identificandosi con essa, non confondendola con la realtà. Quando io metto “secondo me” davanti ad ogni prodotto della mia immaginazione sto creando lo spazio logico per la curiosità di confermare o meno le mie teorie prima di prendere le decisioni. Diffatto, se pensiamo alle cose che non riusciamo a fare, vedremo che da qualche parte c’è sempre un elemento di immaginazione considerato realtà senza la necessaria riflessione.

Dicono che l’immaginazione può portarci ovunque, ed è verissimo. Può portarci al cielo o all’inferno, come un cavallo alato, dipende da noi se guidarlo noi o lasciarci portare dove vuole lui. Se applicare la consapevolezza per comprendere e la coerenza per maneggiare questo strumento nella nostra ricerca dell’equilibrio e della felicità, lasciando che l’immaginazione parli con le voci della squadra dell’anima, o se lasciarci portare fuori strada, lasciando che parli con le voci della squadra dell’EGO.

Cosa ne pensate? Vi ho incuriositi? Spero di si… se vi va di partecipare, vi aspetto!

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Don Miguel RuizDon Miguel RuizI Quattro Accordi

 

ancora seduzione…

Continuando con il discorso della settimana scorsa, e con l’acronimo, vedremo le altre componenti che sono rimaste senza dettagliare nel primo articolo… eravamo rimaste allo zoom…

apprezzare e disprezzare

Una delle premesse del nuovo paradigma che facciamo più fatica a interiorizzare è il fatto che si dice che la realtà è neutra, che non è nè bella nè brutta, nè positiva nè negativa, nè giusta o sbagliata. Questo succede principalmente perchè ci hanno insegnato che c’è qualcosa di corretto e perfetto e che tutto il resto deve essere aggiustato.

tirare alla cieca

C’era una volta un Maestro zen che era un vero campione nell’arte del tiro con l’arco. Una mattina invitò il suo discepolo preferito a osservare una dimostrazione della sua abilità. Anche se l’aveva visto centinaia di volte, comunque obbedì al suo Maestro. Si recarono nel bosco accanto al monastero e raggiunsero un albero di quercia.

Il piccolo principe (1943)

Oggi voglio parlare di uno dei libri classici dello sviluppo personale anche se non è scritto da un guru, ma da un aviatore e scrittore, una persona con una personalissima capacità di osservare il mondo, Il piccolo principe, amato da tutti e da tenere sempre presente quando ci troviamo troppo imprigionati nei nostri ruoli di adulti.

se ti ho incuriosito...