immaginazione e realtà

Dopo un mese rifflettendo sul cambiamento, continueremo a parlare di accettologia, di realismo e di immaginazione. E di come l’immaginazione è un potente strumento, che può renderci liberi o schiavi, forti o deboli, a seconda di come la usiamo per dipingere il mondo passato, presente o futuro.

Partiamo dalla consapevolezza che l’immaginazione di per se non è nè bella nè brutta, nè buona nè deleteria, è solo uno strumento e il suo utilizzo dipende da noi e dalla nostra identificazione con essa. Possiamo dire che tutto quello che non posso vedere e toccare qui e ora, è immaginazione. Secondo Gerardo Schmedling, il passato, il futuro, e persino Parigi se sono a Torino… per me non sono realtà ma sono solo immaginazioni nella mia testa.

Dal momento che su queste situazioni con cui non posso avere un rapporto diretto qui e ora, ho solo pensieri che possono essere più o meno inquinati dalle mie credenze e delle mie emozioni. E che le credenze ed emozioni variano da una persona ad altra… Se prendo decisioni basate sulla mia immaginazione come se fosse una realtà è facile che sbagli.

La buona notizia è che non bisogna rinunciare all’immaginazione, ma solo usarla produttivamente, non identificandosi con essa, non confondendola con la realtà. Quando io metto “secondo me” davanti ad ogni prodotto della mia immaginazione sto creando lo spazio logico per la curiosità di confermare o meno le mie teorie prima di prendere le decisioni. Diffatto, se pensiamo alle cose che non riusciamo a fare, vedremo che da qualche parte c’è sempre un elemento di immaginazione considerato realtà senza la necessaria riflessione.

Dicono che l’immaginazione può portarci ovunque, ed è verissimo. Può portarci al cielo o all’inferno, come un cavallo alato, dipende da noi se guidarlo noi o lasciarci portare dove vuole lui. Se applicare la consapevolezza per comprendere e la coerenza per maneggiare questo strumento nella nostra ricerca dell’equilibrio e della felicità, lasciando che l’immaginazione parli con le voci della squadra dell’anima, o se lasciarci portare fuori strada, lasciando che parli con le voci della squadra dell’EGO.

Cosa ne pensate? Vi ho incuriositi? Spero di si… se vi va di partecipare, vi aspetto!

0 Comments

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pensa agli altri, ci dice la società. Ama il prossimo tuo, esorta la Chiesa. A quanto pare, nessuno si ricorda mai del "come te stesso". Se è vero che vuoi conseguire la felicità nel presente, proprio questo, invece, dovrai imparare a fare: amare te stesso.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

non dovevi

Una di quelle frasi che molti ripetono per “educazione” senza pensare bene cosa vuol dire, cosa stanno dicendo in realtà è “non dovevi”. Tipo quando ricevono un regalo, un favore, una spiegazione. Oggi vorrei riflettere un secondo su quanto possa essere distruttiva questa frase.

Anatomia della Coppia (2015)

In questi giorni ho letto il libro di Erica Francesca Poli, Anatomia della Coppia, I sette principi dell’amore. Un compendio di tante cose, con tanti spunti interessanti, dalla spiritualità alle neuroscenze e tante fonti, alcuni che conoscevo e altre che ho scoperto grazie a lei.

Replicas (2018)

Questa settimana, voglio parlarvi di un film fantascientifico americano, con il grandioso Keanu Reeves, (che ricordiamo per il ruolo di Neo in Matrix): Replicas. Un film che riprende uno degli argomenti più classici, quello della non accettazione della morte, e del desiderio di risurrezione degli esseri che amiamo.