Il mio capolavoro (2018)

Questa settimana, voglio parlarvi di un film argentino, Il mio capolavoro, un film irriverente, irrispettoso e meraviglioso. Una storia di amicizia contro tutto e contro tutti, simpatica, con qualche colpo di scena, e delle situazioni con risvolti imprevvisisbili. Una storia sulla sottile linea che separa l’essere dell’apparire nel mondo dell’arte attuale.

Il film racconta la storia di due amici un pittore, che fu molto famoso ma poi è diventato un po’ un vecchio matto idealista e brontolone, e il suo gallerista, un uomo con i piedi per terra, pratico e “adattato” al mondo in cui viviamo.

Quando la vita del pittore tocca fondo, e dopo una serie di conseguenze negative delle sue azioni, finiscono per inventare un piano per aumentare il valore delle sue opere: ammazzarlo. Da morto il mondo dell’arte lo rivaluta e vive una seconda fase d’oro.

L’ho scelto perchè parla delle cose importanti della vita, come l’amicizia, la profondità di sentimenti e sottolinea l’assurdità e l’ipocrisia del sistema, in questo caso delle gallerie e dei compratori d’arte. Non vi racconto il paradossale finale, ma mi è sembrato tanto credibile quanto assurdo.

Lo avete visto? Vi è piaciuto? Se no, ve lo consiglio…

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La felicità significa non lamentarsi di quello per cui non c'è niente da fare. Le lamentele sono il rifugio di coloro che non hanno fiducia in se stessi.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

Il Ritorno di Mary Poppins (2018)

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come si perde la vita

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