il figlio morto…

Dicono che c’era una volta, un padre che viveva con suo figlio un una casetta vicina ad un paese piccolo e perso nelle montagne. Vivevano da soli da quando la madre era morta e avevano pochi contatti con altre persone.

 Un giorno, mentre il ragazzo era andato in paese a fare delle comissioni, arrivarono dei vandali che saccheggiarono molti negozi e case, uccisero molte persone e diedero fuoco a quel che rimasse in piedi.

Quando il padre vide che il figlio non tornava e andò in paese trovò quel che sembrava il suo corpo dai vestiti. Raccolse il tutto, lo fecce fremare e lo misse in una urna che mise sopra il camino.

In realtà il figlio era stato rapito insieme ad altri giovani e, siccome era molto intelligente e forte, dopo qualche giorno, riuscì a slegarsi, a scappare e a tornare a casa, da suo padre.

 Quando arrivò trovò la porta chiusa e quando bussò nessuno venne ad aprire. Il vecchio era chino sul tavolo della cucina a piangere. Con un braccio abbracciava l’urna in cui aveva messo i resti del figlio, con l’altro teneva una bottiglia di vino.

Bussò ancora più forte e senza sosta fino a che il vecchio rispose
— Andate via, non ci sono per nessuno! rispettate il mio lutto!”.
— Ma, papà, — disse — Sono io! Tuo figlio! Aprimi!
— Non è verò — urlò pieno di dolore e di alcol — mio figlio è morto!
— Non sono morto, papà, sono stato rapito e sono scappato. Sono tornato e ora sono qui, aprimi!

Ma il padre non poteva credere alle sue parole. Continuò a bere e a piangere abbracciando l’urna. Alla fine il figlio si arrese, se ne andò e non tornò mai più.

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