i linguaggi dell’amore

Dicono che c’era una volta un giovane che si era trasferito in un’altra città per studiare. Prima di Natale la sua mamma andò a trovarlo e si fermò a dormire una notte nella sua casa. Al mattino dopo lei doveva partire perciò la portò a passeggiare per il campus e a cena e poi andarono a dormire.

Al mattino presto, quando andò a salutarla prima di andare a lezione, la vide dormire così serena e così pacifica che non volle nemmeno baciarla per non svegliarla. Così, come gesto d’amore, la lasciò dormire e se ne andò in silenzio.

Quando la chiamò prima che prendesse il treno, la notò molto triste. Era fredda e molto distante, molto diversa di com’era stata il giorno precedente. Lui si stupì un po’ ma pensò sarebbe stata nervosa per qualcos’altro e non diede troppa importanza al fatto.

Ma, a Natale quando lui andò a trovare la famiglia, sebbene i suoi fratelli e suo padre lo accolsero come sempre, lei era ancora fredda e distaccata. Fino a quando esplose e chiese “tanto ti costava?”

Tanto ti costava svegliarmi per salutarmi quella mattina? Io sono venuta a trovarti, mi sono presa un treno e ho lasciato soli tutti gli altri per andare a vedere come te la cavavi all’università e tu mi hai ringraziato ignorandomi al mattino e continuando con la tua vita come se io non esistessi.

Solo in quel momento lui capì che il suo gesto d’amore, non essendo stato “raccontato” era stato frainteso ed era stato causa di sofferenza per sua mamma, si spiegò e i due si abbracciarono e promissero di dirsi le cose subito da allora in poi, in maniera di poter capire meglio il linguaggio dell’amore dell’altro.

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