i due porcospini

Dicono che c’erano, in  una una notte buia e fredda, due porcospini che cercavano in tutti i modi di scaldarsi. Avvicinandosi l’uno all’altro scoprirono involontariamente che il freddo si attenuava, si faceva meno pungente. Ma nell’avvicinarsi sempre di più finirono per pungersi a vicenda.

 Allora spaventati entrambi si allontanarono e di nuovo il freddo li assalì. Cominciarono a pensare al dolce tepore di quando erano vicini e tentarono nuovamente l’esperimento di avvicinarsi.

Avevano paura di ferirsi e questo timore li faceva tentennare. Aspettavano, per la paura, ma il freddo era così tenace che ben presto i due porcospini abbandonarono ogni paura.

Restarono però sempre dei porcospini, così quando si avvicinavano si pungevano ancora. Spaventati, proprio come era successo nel primo tentativo, fuggirono lontani l’uno dall’altro.

E così andarono avanti ancora un po’, cercando di resistere al freddo ma con il vivo ricordo del calore che sprigionavano i loro corpi vicini. Ripetendo più volte l’esperimento di avvicinarsi e sempre pungendosi.

A poco a poco, però, capirono che esisteva una distanza che permetteva loro di scaldarsi e di non pungersi: il rispetto reciproco,  il “non invadere” troppo il terreno dell’altro.

Così vicini, ma rispettosi ciascuno del proprio essere, i due porcospini vinsero il freddo e sopravvissero. Probabilmente, senza il calore dell’altro uno di loro sarebbe morto: invece insieme riuscirono a superare le difficoltà e a vivere proprio uno accanto all’altro, senza ferirsi nè disturbarsi. 

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Don Miguel RuizDon Miguel RuizIl Quinto Accordo

 

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