farsi perdonare

La prossima settimana al secondo evento di facciamo pace di dicembre, continueremo a parlare di perdono, di cosa vuol dire perdonare, e del perchè e del come farlo… ma anche di come farsi perdonare, se siamo stati noi a fare un torto e la persona a cui l’abbiamo fatto non è ancora convinta.

Infatti, parlando di perdono mi sembra doveroso parlare non solo dell’importanza di concederlo, sempre e comunque, ma anche a volte bisogna chiederlo. Secondo la chiesa catolica, mio papà mi raccontava da ragazza come l’avevano obbligato ad imparare a memoria da bambino, per meritare il perdono bisogna dimostrare: prima il pentimento di cuore , secondo la confessione di bocca , e terzo l’ammenda per opera

Secondo me l’idea non è del tutto sbagliata, in fondo parla di coerenza di parole, sentimenti e azioni. Infatti, quando chiediamo perdono sinceramente (sentimento), non abbiamo nessun problema a dire (parole) e fare (azioni) di tutto per compensare (il torto o i danni causati da esso). Parlare è facile ma, spesso non basta dire di essere pentiti, bisogna anche dimostrare che non sono solo parole.

Chiedere perdono è come chiedere di fidarsi di nuovo di noi. Non si tratta di fare (o di chiedere) qualcosa di straordinario o completamente diverso dal solito, ma di ricucire la fiducia, ammettendo che l’abbiamo strappata. Di ritornare sui nostri passi e riprendere il sentiero condiviso, con i gesti che l’avevano costruito la prima volta. Come ho sentito in un telefilm la settimana scorsa:

— Allora questo vuol dire che mi perdonerai?
— Questo vuol dire che ne parleremo,
davanti a molti cafè… (sottinteso pagati da te)

Cosa ne pensate? Vi incuriosice la cosa? Vi aspetto!

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