di percorsi e di mete

Oggi voglio parlare di percorsi e di mete… Spesso si confondono quando parliamo a livello superficiale. Si confonde la strada con la meta e la tecniche o i metodi con gli obiettivi da raggiungere, gli sforzi con i risultati, e questo ci rende più difficile ottenere quello che desideriamo e vedere le nostre possibilità di azione.

È importante distinguere le due cose perchè hanno delle caratterisiche diverse e, confondendole, rischiamo di trarre conclusioni sbagliate e di pianificare azioni non funzionali come conseguenza. In realtà nella funzione ci sono tre variabili, il problema, il metodo o tecnica usato per risolverlo e l’obiettivo, o la situazione ideale senza il problema.

Spesso confondiamo la capacità di ottenere un risultato con l’efficacia del metodo utilizzato. Crediamo di non essere in grado di fare qualcosa quando in realtà non abbiamo trovato il metodo giusto. Spesso diciamo di “averle provate tutte” ma in realtà abbiamo solo provato tutto quello che conosciamo, ci sono sempre migliaia di altre opzioni nascoste che non vedremo se non impariamo a identificare correttamente il problema.

Possiamo insistere sulla necessità di usare una certa tecnica (o un certo metodo) per impararla, per allenarci, per conoscerla meglio. E questo è molto valido, a volte il problema è la nostra padronanza e va migliorata. Ma, se non funziona, per risolvere un problema in concreto, dovremmo usarne altre. Provare delle alternative finchè troviamo quella giusta.

Infatti, da ragazzini, gli inseganti fanno ripettere tutto mille volte per imparare le tecniche e, quando se ne conoscono tante, quando siamo cresciuti, possiamo scegliere la più adatta. Anche questo vuol dire diventare adulti e responsabili. E, ogni volta che qualcosa non va come previsto, di nuovo, perchè il percorso è fatto di tappe, e non sempre due tappe simili devono essere percorse allo stesso modo, a volte bisogna cambiare

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Jostein GaarderJostein GaarderC'è nessuno?

 

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