Dacci un taglio (2018)

Oggi voglio parlarvi di un’altro film Netflix, carino, divertente, e allo stesso tempo molto profondo, diretto da Haifaa Al-Mansour (prima regista donna dell’Arabia Saudita) Dacci un taglio, sulle apparenze e la realtà. E su come, quando viviamo in un mondo di apparenze, per paura di essere noi stessi, non possiamo essere felici del tutto, ma solo in apparenza.

Il film racconta la storia di una donna di colore in carriera, pubblicista specializzata nei prodotti di bellezza, che ha una vita apparentemente perfetta, fatta di soddisfazioni sul lavoro e nel suo rapporto con il suo ragazzo, un dottore, che sembra ormai prossimo a trasformarsi in matrimonio.Tutto grazie ad una mamma che le ha insegnato ad essere sempre perfetta, educata, con tutti i capelli a posto, e il trucco, e le buone maniere, negando molte delle cose che lei è nel profondo, per poter essere quello che ci si aspetta da lei.

Quando, per il compleanno si aspetta una proposta matrimoniale e, invece riceve un cagnolino, inizia a mettere in discussione e riconsiderare la propria vita sentimentale e lavorativa. Nel bel mezzo della crisi rinuncia a quello che è sempre stato il suo maggior pregio, i suoi capelli, radendosi a zero davanti allo specchio mente piange ubriaca. Quando si sveglia il giorno dopo e si rende conto di quello che ha fatto, si vede obbligata ad affrontare vecchie fragilità mai del tutto superate, come la paura di mostrare la reale struttura dei suoi capelli, naturalmente crespi, e tante altre parti di se.

Ve ne parlo perchè parla di apparenze e sostanze ma anche di superazione di fragilità, e di come le diverse generazioni hanno trovato diversi modi per farlo. E di come i metodi vecchi che avevano funzionato per le mamme non è detto che funzionino per le figlie. Ma questo non vuol dire che non possano trovarne dei nuovi…

Non ho trovato il trailer potete vederlo su Netflix cliccando qui

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Non puoi evitare che tristezza e paura ti volino attorno; quello che puoi evitare è che si costruiscano un nido nella tua testa.

 

Psicotrappole (2013)

Questa settimana sono tornata a leggere qualcosa di Giorgio Nardone, che era da molto che non leggevo, e ho scelto Psicotrappole, che parla di come spesso ci costruiamo, la nostra mente costruisce, delle trappole in cui cadiamo sperando che comportamenti che hanno funzionato in passato debbano per forza funzionare di nuovo.

Malati di sesso (2018)

Anche questa settimana, una commedia italiana, Malati di sesso, con Francesco Apolloni, che oltre a protagonista è anche sceneggiatore e Gaia Bermani Amaral. Una commedia sentimentale sull’amore e il sesso, sulle donne e gli uomini, molto più simili di quanto normalmente ce li raccontino.

ma… tu, ti ami?

Dopo l’incontro della settimana scorsa di facciamo pace, parlando di quanto ci conosciamo siamo finiti a parlare di quanto dipendiamo gli uni dagli altri e ho avuto una delle mie piccole illuminazioni sull’amore incondizionato e sulle basi su cui si possa costruire.

amore, in che senso?

Spesso mi capita di sentire delle persone che dicono che l’amore per gli animali o “ricevuto” dagli animali è meglio di quello delle persone. Dicono che i cani siano più fedeli, che ci amino incondizionatamente e che sia meglio avere affianco un cane che un uomo…