corpo, mente e spirito

Ieri stavo riflettendo alla ricerca di una nuova metafora per rappresentare la nostra tripla natura, come corpo, mente e spirito, un po’ ispirata dai libri che sto leggendo e preparando ma anche dai discordi con alcune persone molto scettiche, e mi sono ricordata i disegni delle isole che avevo fatto per parlare di ponti e di tunnel.

 Mi ha ispirata soprattutto la riluttanza assoluta di una amica psicologa ad accettare il concetto di spirito e la sua connessione con la vita oltre la morte del corpo, la reincarnazione, l’inconscio familiare nascosto nel DNA (di cui abbiamo parlato quando parlavamo delle quattro vite) e tutte le possibilità che questo comporta.

Il fatto è che, per come la vedo io e molti degli autori con cui mi sono formata, noi abbiamo una triple componente:

  • con un corpo visibile e percepibile attraverso i sensi, che sembra qualcosa di finito, statico e compiuto anche se in realtà è in continuo divenire. Come la superficie delle isole che vediamo nel disegno, anche esse possono cambiare, anzi, cambiano… nel tempo;
  • sotto, se approfondiamo, dietro al corpo troviamo una mente, per alcuni autori mente e anima sono la stessa cosa, che può modificare il corpo e le sue percezioni, azioni (e di conseguenza i risultati) in maniera conscia o inconscia, e che è slegato dal resto, con la sua personalità. Come la parte delle isole che è fuori dall’acqua e che sembra essere completamente staccata dal resto;
  • ma ancora sotto, se continuiamo ad approfondire, dietro troviamo qualcosa di indistinto, qualcosa senza la quale non saremo noi ma che non è più “noi”, che non è più separata, che non ha più una personalità, ed è quello che chiamiamo spirito. Nel nostro disegno è la corteccia della terra sotto l’acqua, è sotto ad ogni isola e la sostiene, ma non è l’isola, non le appartiene.

Che ne pensate? Vi sembra abbia una logica? Aspetto i vostri commenti…

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