contrattempi

Ieri sera l’incontro di facciamo pace, è stato cancellato per una serie di circostanze che hanno fatto che quasi nessuno dei partecipanti potesse essere presente. Quando sono arrivata al locale in cui normalmente ci incontriamo non c’era nessuno ed è arrivato solo uno dei soliti, perciò ho pensato di sfruttare la circostanza per scrivere sulla gestione proattiva dei contrattempi.

Voglio parlarvi di questo esempio reale della mia vita perchè spesso mi dicono che parlare di pensiero positivo è troppo facile. La situazione era questa: ogni persona a cui chiedevo se avrebbe partecipato all’evento mi diceva che non avrebbe potuto. Uno ad uno i soliti esponevano ognuno i suoi problemi e io mi trovavo nella difficoltà di dover decidere se cancellare l’evento, per la prima volta in anni.

La primera reazione fu di tristezza, mi sentivo sola e inutile, tutta la preparazione dell’incontro sembrava vana e insieme a questo eventi ci andavano tutti gli eventi passati. Sentivo che stavo mendicando attenzione e che in fondo le cose che racconto non erano così interessanti e importanti per gli altri come per me.

Poi ci fu un po’ di rabbia, prima verso di loro, che sentivo avevano qualcosa di meglio da fare e poi anche verso di me che mi ero messa in quella situazione di “dipendenza” e di “bisogno” che cerco di evitare il più possibile. Pensavo che avrei dovuto cancellare tutto, smettere di organizzare gli eventi visto che nessuno li apprezzava.

E poi, in questione di qualche minuto, giuro, di qualche minuto, arrivò la pace. Ho  lasciato ad un lato le aspettative, le emozioni e le pressioni e mi sono rilassata. Ho fatto in fretta un piano B e me lo sono goduto. Non ho preso decisioni avventate, non ho risposto male a nessuno, ho annullato l’evento, ho dato appuntamento a tutti per il prossimo incontro e ho tenuto tutto quello che ho preparato per allora, fra due settimane.

Cosa ne pensate? Venite al prossimo incontro che riprenderemo il discorso…

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