chi sei e come sei

Ieri all’evento di facciamo pace, come promesso, abbiamo continuato a parlare di chi siamo e chi crediamo di essere, e abbiamo parlato di quello che riusciamo a sapere di noi stessi, quello che mostriamo agli altri, a noi stessi, a nessuno. Quello che sappiamo di noi, su chi siamo e come siamo, e quello che potremmo imparare, con gli strumenti giusti

Perchè, in fondo, sapere chi siamo è importante soprattutto per essere felici con noi stessi. Per poterci migliorare, superare, evolvere… E, per sapere chi siamo, non c’è modo migliore che osservare, osservare quello che ci succede, prendendoci tutta la responsabilità e nessuna colpa. Ma soprattutto comprendendo che tutto quello che ci succede è neutro, e che sta alla nostra interpretazione decidere se ci piace o meno. Perchè non ci sono regole assolute.

Se noi chiediamo agli altri di dire quello che pensano di noi, quello che sanno di noi, in quello che diranno ci sarà una componente di loro “interpretazione” o giudizio, legato a chi sono, che rapporto hanno con noi, in che stato emotivo si trovano, ecc. Ma questo vale anche per noi, se ci chiedono di dire quello che sappiamo di noi stessi, la risposta varierà molto in funzione del nostro stato emotivo, delle nostre circostanze, di chi ce lo chiede e di perchè crediamo ce lo stia chiedendo.

Per questo, la cosa migliore è osservarci costantemente, all’inizio sembra difficile ma poi diventa automatico. Osservare i nostri pensieri quando siamo in silenzio, le parole e il tono della nostra voce quando parliamo, i gesti e le modalità con cui ci muoviamo, quando interagiamo con altri e con noi stessi.

Quando impareremo ad osservare senza giudicare se le cose sono giuste o sbagliate, potremmo decidere se ogni aspetto ci piace o meno, se vogliamo cambiarle o meno. Decidere delle priorità di azione fra le cose possibili, e riprendere veramente la libertà di essere quello che vogliamo, come vogliamo…

Cosa ne pensate? C’eravate all’incontro? Qualcosa da aggiungere?

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Una risposta non merita mai un inchino: per quanto intelligente e giusta ci possa sembrare, non dobbiamo mai inchinarci a una risposta.

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