Chef (2012)

Questa settimana voglio parlarvi di nuovo di una commedia francese, meravigliosa, sulla passione, sul talento, sulle critiche e sull’essere realisti: Chef, con Jean Reno, e Michaël Youn.

Racconta la storia di uno uomo molto particolare, appassionato, ossessivo, incompreso, a volte quasi autistico di quanto può essere perfezionista. Un uomo con una sola cosa in testa, la cucina, e non una cucina qualsiasi, quella più raffinata, quella per pochi intenditori.

Dopo che lo hanno licenziato più volte per essere troppo esigente e puntiglioso e la fidanzata incinta gli chiede di accettare un lavoro vero (come imbianchino) il destino gli offre la possibilità di avverare un sogno, lavorare con il suo idolo, che in quel momento è in una fase di crisi.

Un film meraviglioso perchè i due attori sono fantastici e danno una credibilità infinita ai personaggi. Così umani, così testardi, così orgogliosi a volte. E, allo stesso tempo così creativi e fragili nella loro incapacità di comunicare in altri modi che non prevedano di cucinare.

Infatti è un film sulla fragilità e sull’amore, sulla fiducia in se stessi e negli altri. Assolutamente da vedere.

L’avete visto? Vi è piaciuto? Se no, ve lo consiglio…

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Secondo accordo: Non prendere nulla in modo personale. Anche al centro dell’inferno, sperimenterete pace interiore e felicità. Starete nella vostra beatitudine e l’inferno non potrà toccarvi.

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