capire bene il problema

La settimna scorsa abbiamo parlato molto con diverse persone di come spesso quando non riusciamo a risolvere i problemi, ci ostiniamo a provare diverse soluzioni o a rincarare le dosi delle stesse, ma raramente funziona. Ci arrabbiamo sempre di più ed entriamo in un loop di frustrazione sempre maggiore quando in realtà dovremo riesaminare il problema.

A me, una delle frasi che più mi ha sconvolto la vita è stata questa: “quando la soluzione ad un problema non funziona, forse il problema non è la soluzione, ma il problema”. La prima volta bisogna leggerla, o pensarla, più volte… per mandarla giù perchè sembra uno scioglilingua. Voglio spiegarvela con un esempio. Infatti voglio raccontarvi una storia vera, successa all’inizio dell’estate, a me.

Chi mi conosce sa che la cosa in cui riesco a seguire meno i miei consigli è quella di fare solo una cosa alla volta. Faccio veramente fatica a finire le cose e mi sento meglio nel caos che in un finto ordine. Come il mio solito, stavo ordinando vestiti, miei e delle mie figlie, piegando e preparando quelli da mettere nei cassetti appena lavati e anche facendo un po’ di cambio di stagione che preferisco farlo poco a poco; in più, approfittando che le ragazze erano già in vacanza, stavo organizzando cose che non usiamo più per darle via, e anche i miei appunti e documenti in un’attività di space clearing a modo mio… perciò la casa era piena, ogni tavolo, sedia e mensola.

Allo stesso tempo aggiustavo un computer che da più di un anno ha dei problemi… e, mentre lui lavorava da solo, facendo aggiornamenti su aggiornamenti, ho deciso di lasciare tutto a metà per lavare il frigo e sbrinare il freezer approfittando che non c’era nessuno in casa e perciò anche loro erano particolarmente vuoti. Ad un certo punto sono andata a dormire e ho lasciato che il computer lavorasse da solo.

Il giorno dopo quando mi sono alzata, il computer non si accendeva. Il tecnico che c’è in me ha cambiato presa sperando che il problema non fossero nè il computer nè il cavo. E ha funzionato, perciò ho aggiunto alla lista di cose da comprare una nuova presa (una presa multipla che ho messo a muro affianco al frigo) esattamente uguale a quella che si era rotta. Ma, poi, pulendo per terra, ho notato che la multipresa era solo staccata.

Il problema l’avrei risolto anche comprando quella nuova ma non avendolo capito bene, avrei spreccato energie e denaro; perchè non lo avevo capito bene.

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La felicità significa non lamentarsi di quello per cui non c'è niente da fare. Le lamentele sono il rifugio di coloro che non hanno fiducia in se stessi.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

ancora seduzione…

Continuando con il discorso della settimana scorsa, e con l’acronimo, vedremo le altre componenti che sono rimaste senza dettagliare nel primo articolo… eravamo rimaste allo zoom…

apprezzare e disprezzare

Una delle premesse del nuovo paradigma che facciamo più fatica a interiorizzare è il fatto che si dice che la realtà è neutra, che non è nè bella nè brutta, nè positiva nè negativa, nè giusta o sbagliata. Questo succede principalmente perchè ci hanno insegnato che c’è qualcosa di corretto e perfetto e che tutto il resto deve essere aggiustato.

tirare alla cieca

C’era una volta un Maestro zen che era un vero campione nell’arte del tiro con l’arco. Una mattina invitò il suo discepolo preferito a osservare una dimostrazione della sua abilità. Anche se l’aveva visto centinaia di volte, comunque obbedì al suo Maestro. Si recarono nel bosco accanto al monastero e raggiunsero un albero di quercia.

Il piccolo principe (1943)

Oggi voglio parlare di uno dei libri classici dello sviluppo personale anche se non è scritto da un guru, ma da un aviatore e scrittore, una persona con una personalissima capacità di osservare il mondo, Il piccolo principe, amato da tutti e da tenere sempre presente quando ci troviamo troppo imprigionati nei nostri ruoli di adulti.

Marina (2013)

Oggi voglio parlarvi di un’altro film basato su una storia vera, italiana questa volta, la storia di un uomo eccezionale, Rocco Granata, che ha fatto sognare molte persone con la sua musica, e con la canzone che da titolo al film: Marina. Una musica leggera, ballabile, e allegra, che poco fa immaginare delle difficoltà che ha dovuto attraversare nella sua vita.