all you can eat

Ultimamente mi è capitato un paio di volte di andare a mangiare sushi con la formula all you can eat. Ha un aspetto molto positivo, posso ordinare senza guardare i prezzi di ogni singolo piatto, assaggiare anche le cose più costose che altrimenti probabilmente non ordinerei…

Ma ha anche un lato, diciamo, negativo: solo quando mi alzo mi accorgo di quanto ho mangiato. E dire che da anni organizzo incontri serali e per anni sono stati con la formula di aperitivo buffet, che è sempre un all you can eat… ma il sushi mi ha trovato impreparata.

Diciamo che all’inizio partiamo dalla curiosità, ma ad un certo punto rimaniamo intrappolati nelle scelte fatte e sentiamo di doverle portare a termine ad ogni costo.

Questo mi ha fatto riflettere su quanta importanza diamo ai soldi. E come possano farci fare cose che non vorremmo, persino contro i nostri stessi interessi e desideri. Come possiamo mangiare ben oltre i nostri bisogni, solo perchè è incluso nel prezzo. Anzi, perchè se lasci qualcosa nel piatto lo devi pagare a parte…

La tentazione del gratis, dell’incluso nel prezzo e dell’all inclusive, sono un sintomo della diffusa credenza di non essere abbondanti. Di non poter pretendere o desiderare quello che vogliamo e di non meritare o essere in grado di pagarlo.

Ad alcune persone fa più effetto, ad altre meno. La buona notizia è che possiamo usarlo per allenarci all’abbondanza, perchè è una cosa piccola e possiamo sfruttarla con relativa facilità per praticare la nostra tecnica dell’O.R.A.

0 Comments

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Primo accordo: Sii impeccabile con la parola. La parola è potente. Usatela nel modo giusto, usatela per condividere l’amore. Usate la magia bianca con tutti, cominciando da voi stessi.

Don Miguel RuizDon Miguel RuizI Quattro Accordi

 

Psicotrappole (2013)

Questa settimana sono tornata a leggere qualcosa di Giorgio Nardone, che era da molto che non leggevo, e ho scelto Psicotrappole, che parla di come spesso ci costruiamo, la nostra mente costruisce, delle trappole in cui cadiamo sperando che comportamenti che hanno funzionato in passato debbano per forza funzionare di nuovo.

Malati di sesso (2018)

Anche questa settimana, una commedia italiana, Malati di sesso, con Francesco Apolloni, che oltre a protagonista è anche sceneggiatore e Gaia Bermani Amaral. Una commedia sentimentale sull’amore e il sesso, sulle donne e gli uomini, molto più simili di quanto normalmente ce li raccontino.

ma… tu, ti ami?

Dopo l’incontro della settimana scorsa di facciamo pace, parlando di quanto ci conosciamo siamo finiti a parlare di quanto dipendiamo gli uni dagli altri e ho avuto una delle mie piccole illuminazioni sull’amore incondizionato e sulle basi su cui si possa costruire.