accettologia

Ieri all’evento di facciamo pace, abbiamo parlato, come promesso di accettologia, che sarebbe la scienza dell’accettazione. Non è questione di arrendersi o di rassegnarsi, ma semplicemente di accettare la realtà com’è, e il fatto che non la conosciamo tutta, che c’è sempre qualche mancanza nella nostra conoscenza di essa, che ci porta a giudicarla, anche se lei in verità è neutra.

Dopo due puntate sul cambiamento, adesso che sappiamo un po’ meglio cosa e come cambiare, siamo passati a chiederci come mai spesso non ci riusciamo. E la prima cosa che abbiamo trovato è che spesso non riusciamo a cambiare le cose perchè non abbiamo una visione “reale” di come stanno veramente. La nostra versione è falsata dalle nostre credenze. Dalle cose che riusciamo ad accettare o non accettare.

Ogni volta che non riusciamo a fare qualcosa, dietro c’è una mancanza di accettazione, una valutazione sbagliata, un cercare di imporre le nostre idee alla realtà, che è qualcosa che crea sofferenza, perchè ci fa perdere tempo ed energie. dietro ai nostri giudizi e dietro ad emozioni come la tristezza o la rabbia.

Ogni volta che i “deve” e i “dovrebbe” all’interno della nostra testa, le nostre conoscenze, non vengono confermati da quello che troviamo fuori, invece di imparare per diventare “saggi“, giudichiamo e cerchiamo di cambiare il fuori. Spesso senza successo. Perchè il fuori è “fuori” dal nostro controllo, è un sistema complesso in equilibrio, in continuo cambiamento evolutivo e soggetto a cicli e a leggi universali più grandi di noi. Ci sono sempre aspetti nuovi che ancora non conosciamo, punti di vista, ecc.

Giudicando e cercando di cambiare il fuori, ignoriamo e rinunciamo a modificare il dentro, che è l’unico posto in cui abbiamo controllo, e così rinunciamo a qualsiasi possibilità di successo. Se vogliamo veramente fare qualcosa dobbiamo avere il maggior numero di informazioni sulla com’è la realtà, su come vorremmo che fosse il mondo e sulle possibilità di cambiarlo.

Cosa ne pensate? C’eravate all’incontro? Qualcosa da aggiungere?

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Nelle mani di chi regala un fiore rimane sempre un po’ di profumo

 

la mamma felice

Dicono che c’era una volta una madre che aveva un sacco di problemi. Non dormiva, si sentiva esausta, era irritabile, scontrosa e acida. Sempre malata, finché un giorno, all’improvviso, cambiò. La situazione era uguale, ma lei era diversa.

Gli Snicci (1961)

In questi giorni in cui Torino si prepara per il pride mi capita spesso di parlare di discriminazione, non solo per ragioni di orientamento sessuale, ma di ogni genere perchè sono convinta che tutte le discriminazioni siano uguali, anzi, siano la stessa, un modo di escludere alcuni individui per una ragione, che può essere religiosa come in la vita è bella, di età o di qualsiasi tipo. Per fare un esempio, il più semplice, possiamo prendere un libro per bambini, del Dr. Seuss, scritto già in 1961, Gli Snicci.

Now you see me (2013)

Oggi voglio parlarvi di uno di quei film di cui ho amato sia il primo che il secondo e di cui aspetto con ansia il terzo, Now You See Me – I maghi del crimine, con tanti attori famosi, tra cui Mark Ruffalo, Woody Harrelson, Michael Caine e Morgan Freeman. Una meravigliosa storia in cui si mischiano la magia, la giustizia, la ribellione, l’eccellenza e la lotta fra la collaborazione e l’individualità.

immaginazione e realtà

Dopo un mese rifflettendo sul cambiamento, continueremo a parlare di accettologia, di realismo e di immaginazione. E di come l’immaginazione è un potente strumento, che può renderci liberi o schiavi, forti o deboli, a seconda di come la usiamo per dipingere il mondo passato, presente o futuro.

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